Le giostre del luna park della Pellerina.
Cronaca
IL FATTO

«Il vostro luna park non può aprire» e i giostrai “picchettano” le strade

Per il Comune il terreno potrebbe cedere sotto il peso delle attrazioni. L’Anesv: «Non è vero»

Niente show delle giostre al parco della Pellerina, dove il luna park autunnale che avrebbe dovuto partire già lo scorso sabato – per durare fino al 10 novembre – non ha ancora aperto i battenti. E i giostrai, esasperati, ieri pomeriggio hanno bloccato per un’ora e mezza il traffico in corso Regina. Ma il guaio è che non si sa se e quando potrà iniziare lo show. Le attrazioni, poco più di settanta, sono infatti in stand-by da una settimana.

Motivo? Il terreno. Sì, proprio lo stesso suolo su cui da oltre trent’anni poggiano le giostre, che secondo le analisi effettuate in estate da una ditta incaricata dal Comune rischia di cedere sotto il peso di quelle più pesanti. La relazione è stata sottoposta alla commissione di vigilanza provinciale, che ha quindi deciso per lo stop. Tutto annullato. “Per cause burocratiche indipendenti dagli organizzatori, l’apertura è rimandata a data da definirsi”, si legge sul sito ufficiale dell’organizzazione.

Protestano le famiglie, ma anche i lavoratori sono sul piede di guerra. Ieri mattina l’Anesv, l’Associazione nazionale esercenti spettacoli viaggianti che organizza il luna park, ha fatto eseguire una controperizia dalla Tecno Impianti. E gli esiti sono stati molto diversi rispetto a quelli emersi dall’analisi del Comune. «Qui ci può atterrare un aereo», il commento di uno dei tecnici. «I dati in nostro possesso dimostrano che quel terreno è assolutamente idoneo ad ospitare tutte le nostre giostre, così come lo è stato per più di trent’anni», afferma il presidente dell’Anesv, Massimo Piccaluga.

Ma niente giostre vuole anche dire niente incassi e, soprattutto, niente lavoro per le oltre cinquanta famiglie che gravitano attorno al carrozzone ludico. E infatti ieri pomeriggio i giostrai sono scesi in strada, bloccando con i loro camion nell’ora di punta l’incrocio tra corso Lecce e corso Appio Claudio. Una protesta senza scontri, durata un’ora e mezza che però ha mandato in tilt la viabilità nella zona. Il sit-in è proseguito anche a piedi, dietro uno striscione che recitava: “Vogliamo lavorare al luna park”. «La sindaca Appendino e l’assessore Finardi si prendano la responsabilità di quello che stanno facendo – tuona Andrea Silvestro, uno dei giostrai – perché in questo modo stanno mandando in rovina il nostro lavoro».

Sempre nel pomeriggio, dopo l’ultima riunione per sbloccare l’impasse, è arrivata una parziale apertura. Si può partire, ma 12 attrazioni, quelle adoperate in genere dai ragazzi più grandi, devono rimanere bloccate. «Se le cose stanno così non apriremo – conclude Piccaluga – perché sarebbe una presa in giro. È una vergogna e quel che è peggio è che a rimetterci sono soprattutto i nostri lavoratori e le loro famiglie. Andare altrove? Impossibile, un’altra zona per ospitare così tante giostre a Torino non esiste».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo