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IL REPORTAGE Manifestazione senza simboli e bandiere

I volti, le idee, i sogni dei 35mila in piazza per dire “sì” al futuro

«Siamo stanchi di no a tutto, stiamo regredendo». «I 5 Stelle non sanno cosa voglia dire governare»

È la città che lavora, che produce, che vuole far sentire la sua voce senza urlare, quella che sabato mattina ha ripetuto in coro “Torino dice sì”. La parole conclusive di una giornata memorabile, che ha visto più di 35mila persone ritrovarsi davanti al Palazzo Reale per opporsi ai tanti no che azzoppano il futuro della loro città e dire sì al progresso.

Una piazza quantomai eterogenea, senza slogan o vessilli di partito. Ci sono i giovani, gli operai, i commercianti e i lavoratori di tutte le categorie. Manuela, 65 anni, tiene in mano un cartello con scritto “Sì Tav, sì progresso e sì crescita”. Suo marito, Riccardo Brignolo, ex dirigente Telecom in pensione, mostra invece un foglio che recita: “Grillini Retrogradi”. «Desideriamo il Tav, siamo stanchi di sentire no a tutto – ha poi aggiunto Manuela -, da quando c’è questa giunta abbiamo perso le olimpiadi, i concerti in piazza e le proposte culturali. Stanno affossando una città rinata con le Olimpiadi».

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