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Cronaca
IL FATTO

VOLONTARIATO&SOLIDARIETA’. L’obiettivo del progetto “Io R.i.es.c.o.”: «Così vogliamo prevenire la ludopatia»

Moica ed Upter possono rispondere alle domande sul gioco d’azzardo tramite questa iniziativa

Hai un familiare, un amico, un’amica che ha problemi con il gioco d’azzardo? Vuoi uscirne? Vuoi sapere come mettere in sicurezza il tuo lavoro e il tuo patrimonio?

Sono queste le domande cui vuole rispondere il progetto “Io R.i.es.c.o. – Rete integrata e socio-sanitaria per il contrasto e l’opportunità di uscita dalla ludopatia o patologia da gioco d’azzardo”, coordinato da Moica (Movimento Italiano Casalinghe) e Upter (Università Popolare). «Vogliamo creare le condizioni – spiega Lucia Rapisarda, presidente Moica – per la prevenzione della dipendenza da gioco d’azzardo e per facilitare l’accesso ai servizi e alla presa in carico globale di persone e famiglie con situazioni e bisogni complessi. Il numero verde 8006088586 è valido in tutta Italia. A noi si rivolgono – continua – tante persone che già fanno parte della nostra rete sociale, abbiamo due psicologhe per una prima accoglienza, poi li indirizziamo ai servizi pubblici».

In Italia si spendono più di 100 miliardi di euro nel gioco d’azzardo legale, con perdite che ammontano a 20 milioni, quasi la metà buttati nelle macchinette, ma sempre di più nel gioco online, settore in ascesa esponenziale anche per effetto della pandemia. Tutto questo senza considerare il gioco illegale, in mano a mafie e criminalità organizzata, con fatturati miliardari e riciclo di denaro sporco. Ludopatia e gioco d’azzardo sono al centro del dibattito politico in Piemonte, dove è in discussione la legge voluta dalla giunta Chiamparino nel 2016 che di fatto ne ha limitato la diffusione. Ma com’è la situazione della nostra regione? A differenza degli anni precedenti, dal 2016 il volume nel gioco fisico (slot machine, gratta e vinci e simili) è diminuito dell’11%, a fronte di un incremento nelle altre regioni, le perdite sono scese del 16,5%, rispetto allo 0,9% del resto d’Italia (-0,9%). Per contro, il gioco “a distanza” è cresciuto del 70% tra 2016 e 2019 (più 980 milioni di euro in quattro anni) ma con un andamento simile sia nel resto d’Italia (+72%). Ultimo dato, in Piemonte si stimano circa 50mila persone con un profilo di gioco problematico.

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