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Cronaca
IL CASO Maurizio De Giulio condannato per omicidio

«Voleva uccidere»: 15 anni e otto mesi al killer di Condove

A Matteo Penna provvisionale di 300mila euro: «La pena più pesante è per la famiglia di Elisa»

Un furgone lanciato a folle velocità su una statale in Valsusa, davanti c’è una moto con una giovane coppia. E’ il 9 luglio dello scorso anno, l’impatto avviene nella rotonda di Condove, una telecamera riprende i corpi sbalzati in aria. Lui, Matteo Penna, rimarrà in coma per un mese. Lei, Elisa Ferrero, è morta lì. A 27 anni. Uccisa da Maurizio De Giulio, 52 anni, elettricista di Nichelino, che ascolta la lettura della sentenza che gli infligge 15 anni e 8 mesi di reclusione e poi torna in carcere trattenendo a fatica le lacrime. È disperato De Giulio. Perché la pena è pesante. Ma anche perché il reato per cui viene condannato aggiunge una forma di infamia per quest’uomo che ha sempre giurato che non voleva uccidere. Secondo il gup Anna Calbi, invece, quello di Condove è un omicidio volontario aggravato dai futili motivi. E non un omicidio stradale – dunque colposo -, come ha sempre sostenuto la difesa, con gli avvocati Vittorio Nizza e Marco Moda che avevano puntato molto sul fatto che De Giulio frenò prima dell’impatto.

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