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L’INCHIESTA

«Voglio capire se la Juve è in debito». Ronaldo scrive di nuovo alla procura

Il calciatore invia un’altra richiesta di accesso agli atti. Potrebbe costituirsi parte civile

«Si chiede a questa procura di potere accedere agli atti dell’indagine, per verificare se esistano eventuali crediti in favore del nostro assistito da parte della società». È tornato a bussare alla porta – o meglio, alla casella elettronica – dei magistrati torinesi, Cristiano Ronaldo, per capire se la Juventus gli sia debitrice. E quindi valutare, in futuro, nel caso in cui la risposta sia affermativa, se costituirsi parte civile al processo, che potrebbe iniziare già quest’inverno, se il gip Marco Picco deciderà di rinviare a giudizio Andrea Agnelli e gli altri undici indagati (oltre alla stessa società bianconera).

Nei giorni scorsi i legali di Ronaldo hanno nuovamente avanzato, scrivendo ai pm Mario Bendoni, Ciro Santoriello e all’aggiunto Marco Gianoglio, una richiesta di accesso agli atti. La mole di faldoni dell’indagine sui presunti falsi in bilancio della Juve era stata negata, per un consulto, agli avvocati del campione portoghese, dopo la prima richiesta, inoltrata il 4 novembre scorso. «La richiesta va rigettata perché generica, indeterminata e contraddittoria», era il senso del diniego della procura, che un mese fa, ai legali di Ronaldo aveva fatto intendere: «Non fate finta di non sapere che Ronaldo e la Juve abbiano firmato, durante la pandemia, una scrittura privata sulle mensilità non percepite dal calciatore e da restituire in futuro. Noi ne abbiamo una copia, dateci quella che avete voi e collaborate».

Questo era il senso del “no” della procura, che, dopo i sequestri della Guardia di finanza, sulla scrivania conserva una copia del famoso “contratto segreto” stilato dalla Juve con Ronaldo. Un atto riservatissimo con cui la società si impegnava a restituirgli 19,9 milioni di euro. Soldi che Ronaldo non avrebbe percepito a causa del Covid. La carta per i pm è una delle prove del falso in bilancio, perché quei 20 milioni di euro da ridare a Ronaldo, la Juve non li avrebbe mai iscritti sul bilancio come un “debito”. E ora che Ronaldo chiede – per la seconda volta – di vederci chiaro, riguardo a quel “tesoretto” che potrebbe esigere, la procura spera che ci sarà collaborazione.

A casa del campione portoghese potrebbe essere conservata la copia di Ronaldo del contratto segreto. Una carta che il campione potrebbe, se volesse, fare avere alla procura, anche se non è indagato, magari per dimostrare che quei 20 milioni di euro – corrispondenti a quattro stipendi come giocatore della Juve – gli spetterebbero davvero. L’auspicio è che Ronaldo si presenti dai pm spontaneamente. La procura, alla seconda richiesta di accesso agli atti di Ronaldo, ha dato parere favorevole. Perché questa volta la richiesta è dettagliata e motivata: si fa cenno a un «credito». La decisione di potere consultare le carte però, ora che i pm hanno già chiesto il rinvio a giudizio, spetta al gip. E sempre al giudice toccherà stabilire, se Ronaldo vorrà chiedere un risarcimento alla Juve, se il calciatore potrà costituirsi parte offesa.

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