Citta-Torino
Cronaca
IL REPORTAGE. Gli spunti dei cittadini per il nuovo sindaco

«Vogliamo il lavoro, trasporti efficienti e periferie più vivibili»

I torinesi propongono una serie di idee per rilanciare Torino: «Questa città deve tornare a essere grande»

Periferie più vivibili, frenare la fuga di cervelli sviluppando il lavoro, migliorare gli spazi pubblici, i trasporti e le infrastrutture, e trasformare Torino una città più internazionale puntando su eventi e cultura. Queste sono solo alcune delle proposte di intervento che i torinesi vorrebbero veder realizzate dal nuovo sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. Per semplicità abbiamo stilato un decalogo, frutto di una serie di interviste fatte ai cittadini all’indomani del risultato del ballottaggio che ha consegnato la città al governo di centro sinistra. Tante le idee raccolte un po’ in tutta la città, dal centro alla periferia dove l’astensionismo è stato ai massimi storici.

Per molti cittadini bisognerebbe proprio cominciare dalla risoluzione degli innumerevoli problemi che riguardano la zona nord, forse quella più trascurata dalla precedente amministrazione: «Barriera di Milano e gli altri quartieri vicini sono zone abbandonate a se stessi, la disoccupazione è alle stelle, regna la malavita e lo spaccio» sottolineano i residenti. Per Ruggero e Patricia il punto da cui partire è il sociale: «In queste zone mancano i rapporti umani, si dovrebbe seguire l’esempio della Francia dove i residenti guidano i visitatori nel proprio quartiere sviluppando un approccio culturale. Per rendere possibile questa idea si potrebbe ad esempio potenziare la rete della case di quartiere».

Anche il centro città ha perso notevolmente smalto in questi cinque anni, tra la sporcizia per le strade e i clochard che occupano i portici. «Si dovrebbe trovare una sistemazione per queste persone – sottolinea Luca, residente in piazza Vittorio – in modo da rendere il centro più accogliente per i turisti». Per Massimo, a passeggio in via Po: «Il nuovo sindaco dovrebbe rilanciare l’immagine internazionale di Torino. Va bene il Salone del Libro ma ci vorrebbero altri eventi culturali. Inoltre si dovrebbero ristabilire i rapporti internazionali con Lione, sviluppando i trasporti come il Tav». Restando nell’ambito della mobilità, in tanti sognano mezzi pubblici più efficienti e maggiori collegamenti. Stefania ad esempio vive vicino allo Juventus Stadium: «Per andare in centro ci vuole troppo tempo. Sogno la metro aperta anche di notte». Diego, residente a Pianezza, ogni giorno è costretto a prendere l’auto per andare a lezione a Palazzo Nuovo: «In bus ci metterei una vita, i trasporti vanno potenziati». Agostino, allenatore di tennis, sogna invece: «Una Torino come Amsterdam, con più piste ciclabili e spazi pubblici dove fare sport». Altro problema riscontrato sono le buche: «Per andare al Campus Einaudi rischio sempre di cadere in qualche trappola sul Lungo Dora – sottolinea Alessia -. Bisognerebbe sistemare i marciapiedi». Infine gli eventi. «Spero che il nuovo sindaco – sottolinea Alessandro – riesca ad attirare mostre internazionali e festival all’aperto, come nella grandi città europee, e ravvivi il mondo della notte».

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