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VLADIMIR LUXURIA. «Una via per la Carrà: il mio appello a Torino»

È cresciuta, dice, “a pane e Carrà”, tutti i sabati sera si incollava al televisore per vedere il varietà su Raiuno con la showgirl. Luxuria l’ha amata, anche quando “non era di moda”. «Da ragazza – ricorda – frequentavo delle comitive di estrema sinistra, allora si parlava solo di Pink Floyd, Velvet Underground, Deep Purple, io invece impazzivo per la Carrà, tutti si stupivano». L’ha amata ancora di più perché la «rivoluzionaria, favolosa, esagerata Raffaella è stata la nostra icona, ben prima di Lady Gaga. Aveva molti amici gay, rispondeva alle lettere delle persone gay che le chiedevano conforto, diceva che l’amore non deve avere condizioni. Per questo, dopo la sua morte, ho pensato che fosse giusto dedicarle una serata». Vladimir Luxuria lo farà questa sera al parco della Tesoriera all’Evergreen Fest, a partire dalle ore 21,30. E per l’appuntamento con “Com’è bello far l’amore con chi hai voglia tu” , così titola la serata, è già tutto sold out.

Come sarà il suo ricordo di Raffaella?
«Parlerò di quando l’ho conosciuta, interpreterò alcuni suoi brani, ci sarà anche la drag queen torinese Barbie Bubu che canterà “A far l’amore comincia tu”. Naturalmente non mancherò di commentare le votazioni sul ddl Zan e infine lancerò un appellò perché Torino dedichi a Raffaella uno spazio pubblico, una via, un parco, qualcosa. Dovrebbero farlo anche altre città».

Come ha conosciuto la Carrà?
«Tramite Sergio Japino. Lui mi dirigeva a teatro. Ero al Sistina di Roma, insieme con Ambra Angiolini e Sabrina Salerno. Raffaella veniva a vederci e ci incoraggiava».

Com’era Raffaella in privato?
«Aveva un carattere riservato, era sempre disponibile, sempre col sorriso. Non amava la mondanità ma invitava spesso a casa sua. Con un obbligo: dovevi saper giocare a carte».

Al funerale di Raffaella lei ha appoggiato una bandiera arcobaleno sulla sua bara, un gesto che è stato da molti criticato.
«È stato un gesto spontaneo, non era programmato».

Ma la Carrà si sentiva davvero una vostra icona? Aveva detto scherzando: morirò senza saperlo. Sulla mia tomba lascerò scritto: perché sono piaciuta tanto ai gay?
«Raffaella è stata madrina al Gay Pride mondiale del 2017 in Spagna. Quando ritirò il premio che le diedero indossava una camicetta con il colletto e i polsini rainbow».

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