LA PAROLA AI PRESIDENTI Davide Ricca guida il centro civico della Circoscrizione 8 dal 2016

«Vivo a tempo pieno per la politica ma non rinuncerei mai al mio Toro»

La passione per i granata e quella per il suo quartiere: «Sono irruento e razionale»

Davide Ricca, 45 anni, ha un dottorato in Scienze della Formazione. Dipendente dell’associazione artigiani Cna, dal 2016 è presidente della Circoscrizione 8.

Che impegno comporta presiedere una Circoscrizione come la sua?

«È un impegno importante, soprattutto dal punto di vista relazionale. Sei il primo sportello a cui si rivolge il cittadino quando ha un problema di qualsiasi tipo. Che sia di tua competenza o meno».

Come si gestisce il bilancio di un centro civico?

«Male perché sei nelle mani di un’amministrazione comunale che gestisce i trasferimenti. Non abbiamo entrate autonome e ogni anno non sappiamo di quanto disporremo. I tagli di questi anni, purtroppo, hanno gravato sul bilancio. Non potendo rinunciare alle spese fisse siamo stati costretti a tagliare su cultura e servizi sociali».

Quanto è difficile rapportarsi con la cittadinanza e accontentare tutti?

«Non è un problema rapportarsi. Il cittadino, però, non è informato su tutto. Noi dobbiamo sapere ascoltare e dare una risposta, anche quando questa non è positiva».

Il suo è un lavoro a tempo pieno. Quali sono i sacrifici che lei deve fare quotidianamente?

«Non abbiamo molto tempo per noi stessi ma questo capita un po’ in tutti i lavori. Dobbiamo sacrificare parte della nostra vita familiare per fare al meglio questo lavoro. Anch’io corro dal mattino alla sera dando il 100%».

A parti invertite, cosa chiederebbe a un presidente di Circoscrizione?

«Gli chiederei che cos’è la Circoscrizione. Spesso, infatti, è un oggetto sconosciuto. La gente non sa quali sono le competenze di un centro civico, a cosa serve e da chi è amministrata. E perché».

È sposato? Ha figli? È più difficile “amministrare” una famiglia o una Circoscrizione?

«Sono separato, non ho figli. L’attività politica ha giocato molto nella mia vita personale».

Non fosse entrato in politica, quale mestiere le sarebbe piaciuto fare

«Sicuramente quello che è il mio lavoro: la formazione. Ho un dottorato in Scienze della Formazione e da sempre mi occupo della formazione delle persone. Il mio primo mestiere è stato l’educatore professionale in un progetto di educativa territoriale, a Grugliasco, in una cooperativa torinese».

Le piacerebbe amministrare una Circoscrizione diversa dalla sua? Se sì quale e perché?

«Si, mi piacerebbe amministrare un municipio a Roma. E capire se c’è così tanta differenza dalla Raggi all’Appendino».

Fuori dal mondo della politica, lei chi è?

«Sono un giovane uomo di 45 anni che prova ad addormentarsi in pace con se stesso, rispetto a quello che ha fatto. Ma chiaramente non ci si riesce sempre».

Qual è stato il suo primo lavoro?

«Educatore professionale».

Caratterialmente come si descriverebbe?

«Sono irruento e razionale».

Qual è la sua più grande passione?

«Dopo la politica c’è il Torino. Sono abbonato da molti anni al terzo anello della curva Maratona, non ci posso fare niente: è la mia malattia. Un tempo andavo anche al secondo anello».

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