fabrizio paciocco
Cronaca
LA TRAGEDIA

VITE SPEZZATE. Si schianta contro la montagna mentre plana con la tuta alare

Fabrizio Paciocco perde la vita mentre vola tra i monti della Val d’Adige

La passione per lo sport estremo gli è costata la vita. Fabrizio Paciocco, 46 anni, torinese, esperto informatico e prezioso collaboratore di CronacaQui, è morto inseguendo il sogno del brivido a tutti i costi, sui monti Lessini, nella valle dell’Adige al confine tra il Trentino e il Veneto, tradito dalla sua tuta alare con cui si cimentava da anni con successo, competenza e grande coraggio. Straordinarie le riprese con la fotocamera montata sul casco che postava sul suo canale Youtube, seguite da centinaia di appassionati.

La tragedia è avvenuta ieri subito dopo il lancio. Fabrizio Paciocco era solo, gli amici che lo avevano accompagnato in questa sua ultima avventura lo seguivano dal camper in diretta con il cellulare. E sono stati loro i primi a capire che qualcosa era andato storto, probabilmente subito dopo il salto nel vuoto, perché il contatto visivo si è interrotto bruscamente. Un malore si è pensato subito, anche se ora si sta indagando per capire se a determinare la perdita del controllo della tuta alare possa essere stato un malfunzionamento dell’apparecchiatura.

Paciocco è finito a velocità monto elevata (si calcola oltre i novanta chilometri all’ora) contro le rocce e con ogni probabilità è morto sul colpo, prima di scivolare lungo il crinale.

Le squadre di soccorso che sono intervenute con l’aiuto di un elicottero non hanno potuto che constatarne il decesso.

Fabrizio Paciocco era un grande appassionato della disciplina con la tuta alare, una passione che condivideva anche la moglie Maria Cristina: si erano sposati un anno fa e su Facebook ci sono le foto di molti dei loro lanci in coppia. Paciocco aveva anche un canale Youtube dove mostrava i suoi lanci (l’ultimo postato l’11 ottobre) ma anche altre avventure, sempre nell’ambito dello sport estremo. È stato un esperto paracadutista, ma anche un appassionato esploratore subacqueo. Il volo era comunque la sua vera, indomabile passione. E come il suo mito Patrick de Gayardon, il francese passato alla storia come il primo uomo a sfrecciare nel 1997 con una tuta costruita dal suo team tra le guglie del versante francese del Monte Bianco, lavorava per migliorare sempre di più le proprie prestazioni.

 

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