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L’ANALISI. Industriali, negozianti, artigiani: «Serve di più»

IL VIRUS TRA NOI. Un mese di serrata ci costa 13 miliardi: «Briciole da Roma»

Per gli esercenti mancati introiti per 2.500 milioni. Si va verso il congelamento della Tari alle famiglie

Il lockdown rischia di lasciare il Piemonte in ginocchio. Se è vero che usare un termine straniero aiuta in qualche modo a esorcizzare la paura della crisi, di fronte alla schiettezza dei numeri non c’è riparo: la serrata costa al Piemonte non meno di 13 miliardi al mese, calcolando i 10 miliardi dell’industria, i 2,5 di mancati introiti del commercio e le centinaia di milioni di cultura e turismo. Più si fanno i conti poi, più appare evidente che gli aiuti stanziati finora da Roma non sono sufficienti.

Un «acconto». «Briciole». Così gli imprenditori definiscono i 25 miliardi del “Cura Italia” e guardano con speranza al nuovo decreto di aprile. Intanto crollano i consumi e, per andare incontro alle famiglie, da Palazzo Civico ipotizzano lo slittamento della prossima rata di pagamento della Tari. «Confindustria ipotizza una perdita mensile di 100 miliardi di euro per l’Italia – premette il presidente della sezione locale Fabio Ravanelli -. Il Piemonte costituisce il 10% circa del Pil nazionale, vale a dire che stimiamo un deficit mensile di almeno 10 miliardi».

 

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