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EDITORIALE DEL GIORNO

Virtute e canoscenza?

Più si legge più ci si rende conto di essere ignoranti, talmente è vasto lo scibile rispetto a quanto potremmo imparare anche leggendo senza sosta per tutta la vita (di conseguenza perdendola). Allo stesso modo più si viaggia e più ci si rende conto di quanto rimanga da vedere. I viaggiatori compulsivi sono sempre ansiosi perché sanno che la loro curiosità è impossibile da soddisfare, neanche errando senza soste fino alla morte. Per quello non li invidio. Né loro né i topi di biblioteca. Sono dei curiosi cronici destinati a lasciare questa vita avendola vissuta solo in parte. Sono degli Ulisse che, dopo aver girato anni per tornare a casa, mollano Penelope e Telemaco e se ne vanno per “non viver come bruti, ma seguir virtute e canoscenza”. Io sarò un po’ bruto, ma almeno conosco e amo Itaca, ho accanto la mia Penelope invecchiata con me, e ho allevato i miei bei Telemachini. Am basta. Sono stato in tanti posti, ma di essi, a parte il lato sensoriale della visita (odori, sapori, usi, atmosfere), non ho riportato una vera conoscenza. E’ indubbio che c’è differenza fra andare allo stadio e vedere il calcio alla Tv, ma alla Tv si possono vedere molte più partite che rimbalzando per gli stadi di tutto il mondo. Per quello sono grato ad Alberto Angela che mi mostra le meraviglie d’Italia dall’alto, col drone, come se fossi un falco. A piedi non potrei. Anche capire che in tanti bei posti non ho più il tempo né la forze di andare e che tanti bei libri non riuscirò mai a leggerli mi dà un po’ di malinconia, ma con Internet e i documentari mi emoziono e mi accontento. E attraversando il prato delle ombre lunghe mi godo il Piemonte, la famiglia, gli amici e (perché no?) il Toro alla Tv.
collino@cronacaqui.it

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