Codice rosso

Violenze e stalking su donne, tre arresti in 24 ore a Torino

Boom di interventi della polizia in varie zone della città: in un caso è stato addirittura l'aggressore a contattare il 112

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Tre arresti in 24 ore a Torino con un unico denominatore comune: le vessazioni, le umiliazioni, le aggressioni ai danni di donne. Tutte a opera dei loro ex compagni. La Squadra Volante è accorsa in aiuto di tre donne in diverse zone della città, le quali segnalavano la presenza sotto casa degli ex. In un caso è stato addirittura lo stalker a telefonare al 112, intuendo forse che da lì a poco sarebbe arrivata la polizia: ha dichiarato di essere stato messo fuori di casa senza motivo.

Gli accertamenti condotti nei tre casi dai poliziotti hanno purtroppo fatto emergere un quadro di violenze e persecuzioni in atto da svariati mesi, anche anni. A dispetto delle misure cautelari, che già in qualche caso li avevano raggiunti, gli autori delle violenze riuscivano ad avvicinare le loro vittime nel tentativo di riconquistarne la fiducia.

È il caso di un cittadino albanese che, dopo aver scontato sei mesi di custodia cautelare in carcere per i maltrattamenti nei confronti della moglie, essere stato colpito dal divieto di avvicinamento a lei a meno di 200 metri, facendo leva sul legame affettivo per i figli, è riuscito a rientrare all’interno del nucleo familiare nel mese di maggio scorso. Da quel momento, però, l’uomo aveva manifestato una violenza ancor più spiccata nei confronti della moglie, “colpevole” con la sua denuncia pregressa di aver dato via alla serie di provvedimenti cautelativi nei suoi confronti.

Le minacce di morte non riguardavano solo lei ma anche i suoi anziani genitori. Solo una volta compreso che il marito non era affatto cambiato e che avrebbe continuato in maniera sempre più violenta, la signora si è decisa a contattare nuovamente le forze dell’ordine per denunciarlo, la sera del 23 giugno.

Soltanto poche ore dopo, nel pomeriggio del 24, i poliziotti sono intervenuti per altri due codici rossi, questa volta in zona San Paolo e Parco Dora. Nel primo caso, una cittadina italiana ha chiamato in lacrime il 112 NUE temendo per la propria incolumità perché si era accorta che l’ex convivente, verso cui aveva sporto appena il giorno prima una denuncia per atti persecutori, la stava seguendo nuovamente.

L’uomo, un cittadino italiano, aveva da sempre manifestato nei suoi confronti un comportamento molto possessivo, aggressivo (le aveva procurato lesioni spaccandole un telefonino in fronte lo scorso agosto) e capacità manipolatorie molto spiccate. Aveva convinto, infatti, amici e parenti della donna che fosse “lei” a innescare i problemi della coppia. Negli anni passati, a causa dei continui litigi, i loro figli sono stati anche affidati a una comunità per minori, mentre la donna è stata costretta a trasferirsi dalla sorella pur di sottrarsi alle violenze in famiglia.

Davanti agli agenti di polizia, lo stalker ha parlato della sua “compagna” al presente, non di “ex compagna”, di fatto simulando l’esistenza di un rapporto ormai finito da moltissimo tempo. Ha asserito di non sentirla da alcuni giorni e di essersi recato da lei solo per appurare che non le fosse successo nulla di male. L’uomo verrà immediatamente arrestato per atti persecutori.

In zona Parco Dora, invece, è stato un cittadino straniero a contattare le forze di Polizia, lamentando di essere stato chiuso fuori casa dalla compagna. Si farà trovare ancora sul posto, fermo nel suo proposito di ingannare gli agenti. Non sapeva, però, che nel frattempo alla Centrale Radio era arrivato anche la richiesta di aiuto della donna, italiana.

Ha spiegato, in lacrime, di essere bloccata in casa da due giorni perché l’ ex si era appostato sotto il suo appartamento in attesa che lei uscisse. Sotto casa, poco dopo, arriverà anche un collega di lavoro della signora che ha confermato di essere stato contattato da quest’ultima in mattinata affinché le comprasse qualcosa da mangiare essendo lei impossibilitata a farlo dalla presenza dell’ex compagno.

Gli accertamenti svolti hanno appurato che l’ultima denuncia per stalking ai danni dell’uomo risaliva ad appena un paio di giorni prima; le minacce di lui si erano spinte fino a quella di un omicidio/suicidio (“noi due dobbiamo sempre stare insieme” le aveva detto). La donna si era dunque barricata in casa, lui le aveva citofonato insistentemente numerose volte e tempestata di telefonate (oltre 600) nella notte precedente il definitivo arresto.

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