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IL CASO

Violenze ai detenuti pedofili. Ventisei indagati nel carcere

Nei guai anche il direttore della casa circondariale e il capo della Penitenziaria

Consapevoli dei pestaggi e dei maltrattamenti che sarebbero avvenuti dentro al carcere, non avrebbero fatto nulla, «omettendo» di segnalare all’autorità giudiziaria le segnalazioni ricevute dal Garante e le denunce dei detenuti picchiati. È la contestazione mossa dal pm Francesco Saverio Pelosi al direttore della casa circondariale «Giuseppe Lorusso e Lorenzo Cutugno», Domenico Minervini e al comandante della polizia penitenziaria, commissario capo Giovanni Battista Alberotanza. Ieri i due vertici delle Vallette – assistiti rispettivamente dagli avvocati Michela Malerba ed Antonio Genovese – hanno ricevuto l’avviso di conclusione indagini. In totale sono 25 le persone coinvolte nell’inchiesta, svolta dal nucleo investigativo regionale della polizia penitenziaria. Gli accertamenti iniziarono un anno fa e mezzo fa, in seguito a un esposto del garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma, e a una segnalazione di Monica Gallo, Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune.

Le violenze sarebbero avvenute nel reparto dove sono confinati i detenuti condannati per violenza sessuale e pedofilia. Almeno dieci di loro sarebbero stati picchiati, selvaggiamente e più volte, dagli agenti di polizia penitenziaria (sono 21 gli indagati), alcuni dei quali rispondono del reato di tortura.

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