Detenuto in prigione (foto Depositphotos)
Cronaca
IL CASO

Violenza senza fine nel carcere di Torino: quattro agenti feriti in 24 ore. “E’ il far west”

I sindacati alzano la voce e lanciano un appello al ministro Nordio

Ancora violenze nel carcere di Torino. Ieri, lunedì 24 ottobre, un detenuto straniero ha colpito con un pugno un assistente capo della polizia penitenziaria, solo perché quest’ultimo lo invitava a non colpire il muro della cella che l’aggressore era intenzionato a sfondare.

L’agente è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria, dove è stato dimesso con quattro giorni di prognosi. Questa mattina, invece, un nuovo episodio. All’apertura di una cella per effettuare le pulizie di rito, un detenuto di origini somale si è scagliato contro l’assistente capo di servizio al secondo piano completamente da solo, sbattendolo con violenza contro il muro e contro il cancello della cella.

Ha poi provato a impossessarsi delle chiavi della cella, ma l’agente ha opposto resistenza: durante l’aggressione, entrambi sono caduti giù per le scale. Prese le chiavi, il detenuto si è recato al primo piano del ‘Padiglione D’, aggredendo poi un altro poliziotto e un ispettore che erano intervenuti. Sul posto i medici del 118 che hanno trasportato i tre feriti all’ospedale Martini, dove sono ricoverati.

I sindacati alzano la voce: “Siamo alla 34a aggressione dall’inizio dell’anno, con 60 appartenenti alla Polizia penitenziaria feriti. E’ un vero e proprio far west – denunciano OSAPP, UIL PA P.P., SINAPPE, FNS CISL e FSA CNPP -. Quanto accade ripetutamente nel carcere di Torino è il risultato di una politica penitenziaria attuata in assoluto dispregio delle condizioni di lavoro del personale di Polizia Penitenziaria, spesso lasciato solo nelle sezioni detentive ad operare in assoluta ristrettezza di mezzi e di supporti, anche con 100/150 detenuti alla volta e anche con detenuti di estrema pericolosità. La situazione è sempre più drammatica. Chiediamo l’intervento immediato del Ministro Nordio”.

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