Niccolò Ciatti, il ragazzo italiano pestato e ucciso in una discoteca di Lloret de Mar
Il Borghese

Violenza e lucidità

Anche facendo il nostro lavoro – o forse proprio per questo – capita di rimanere sbigottiti di fronte a certe esplosioni di violenza, di rabbia cieca e autentica ferocia. Dietro cui, improvvisamente, si scorge la scintilla della lucidità, del raziocinio. Un uomo strangola la sorella e la fa a pezzi con una sega. Il motivo di questo accanimento barbaro? «Intera non ci stava nel sacco della spazzatura». Una fredda e inoppugnabile logica, che fa persino più impressione della confessione stessa o del presunto movente. Così come continua a impressionare e sconvolgere quel video del furgone che travolge la moto con in sella due fidanzati, giovani e belli proiettati verso il proprio futuro. Quel furgone è stato usato come arma, scientemente e lucidamente e perdonatemi se sono politicamente scorretto e non credo né all’allucinazione alcolica (che anzi diventa una aggravante) né al guasto improvviso. Una scena che pare di rivivere leggendo dell’omicidio avvenuto in Puglia, con un giovane che viene ammazzato dopo un litigio stradale. Come se estrarre un coltello e conficcarlo nel corpo di un’altra persona fosse un gesto assolutamente naturale. Come stare fermi a guardare mentre, in una discoteca, qualcuno massacra a calci e pugni un ragazzo. Con quella sensazione di “normalità”. Ma me lo tengo stretto questo sbigottimento, perché certe reazioni sono ciò che ci mantiene umani. Anche se diventa sempre più complicato.

Twitter@AMonticone

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