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IVREA Aveva anche torturato e ucciso una gallina davanti agli occhi della donna

Violenta e minaccia l’amante: condannato a 7 anni e 6 mesi

Arriva la sentenza di primo grado per il 46enne di Cascinette, accusato dall’ex compagna

Una condanna a sette anni e sei mesi di pena per aver ripetutamente abusato della sua amante, minacciandola di morte se lo avesse lasciato, sgozzando una gallina di fronte a lei e dicendo «ti faccio fare la stessa fine».

Si è concluso così il procedimento di primo grado nei confronti di Antonio Moraca, 46 anni di Cascinette di Ivrea, a processo per violenza sessuale sulla sua amante, una moldava di 42 anni. La sentenza è arrivata ieri pomeriggio al tribunale di Ivrea, pronunciata dal collegio dei giudici presieduto dalla dottoressa Elena Stoppini. Moraca era difeso dall’avvocato Ferdinando Ferrero, mentre la vittima era tutelata dall’avvocato Pio Coda. La pubblica accusa era rappresentata dal pm Chiara Molinari.

La vicenda risale al 2012, periodo in cui cominciò la relazione tra imputato e vittima. Dopo alcuni anni di incontri clandestini sarebbe stata lei a voler troncare, a quel punto Moraca sarebbe diventato violento. Botte e minacce per ottenere con la forza prestazioni sessuali da parte della ex amante. Gli episodi contestati sarebbero diversi fino al 2016. Oltre agli abusi sessuali, anche le botte per costringere la 42enne a concedersi.

Il pubblico ministero, ieri, ha ricostruito passo dopo passo ogni episodio di violenza che la donna avrebbe subito negli anni di relazione con l’ex amante. Persino quando l’uomo prese un coltello tagliando le ali e uccidendo una gallina per poi rivolgersi alla vittima dicendole che avrebbe fatto la stessa fine se lo avesse lasciato.

Al termine della requisitoria la Molinari aveva chiesto sette anni di pena. La parte civile ha avallato le tesi dell’accusa chiedendo che venisse concessa alla propria assistita un risarcimento di 20mila euro che il tribunale poi ha inserito nel dispositivo di condanna. La difesa ha messo in campo ogni elemento possibile per minare la credibilità delle accuse e dimostrare l’innocenza dell’imputato. Ma alla fine ha prevalso la tesi della colpevolezza con la condanna a sette anni e mezzo. Per conoscere le motivazioni dei giudici bisognerà attendere novanta giorni.

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