Schermata 2017-07-14 alle 08.45.44
News
IVREA

Violenta la figlia di 7 anni. Condannato il padre orco

Ha costretto la bimba a subire un rapporto sessuale dopo aver guardato un film hard

Violenta la figlia di sette anni e viene condannato a otto anni di carcereLa sentenza è stata pronunciata nei confronti di un 50enne canavesano accusato di aver abusato ripetutamente della figlia. Il pronunciamento è avvenuto ieri da parte del presidente Elena Stoppini del collegio dei magistrati di Ivrea al termine dell’ultima udienza e dopo circa un’ora e mezza di camera di consiglio. La sentenza ricalca le richieste avanzate dal pubblico ministero Alessandro Gallo che aveva appunto chiesto una pena di otto anni e nove mesi. Inoltre alla parte civile che si era costituita con l’avvocato Alessandra Vecchietti è stato riconosciuto un risarcimento provvisorio di 50mila euro.

L’imputato è un 50enne difeso dagli avvocati Elio Guglielmino e Marco Morelli. I fatti contestati risalgono al 2004-2005 quando la vittima aveva appena sette anni. Nel ’98 i genitori, non potendo lui avere figli, avevano fatto ricorso alla fecondazione artificiale eterologa assistita ( ovvero con un donatore). Poi i rapporti tra la coppia erano peggiorati e nel 2003 c’era stata la separazione e il divorzio. Nel periodo contestato, quindi, la bambina era in affidamento condiviso e vedeva occasionalmente il papà. È proprio in queste occasioni che sarebbero cominciati i primi abusi. Un crescendo di violenze cominciate con giochi erotici, poi costringendo la figlia a vedere filmini pornografici (istigandola quindi alla sessualità) ed, infine, ad un rapporto vero e proprio. Una ferita che la piccola si era portata dentro per molti anni fino al 2010 quando rivelò l’accaduto e fece denuncia. In quegli anni non voleva più vedere il padre anche perchè quest’ultimo le aveva rivelato come era stata concepita (quindi che lui non era il suo padre naturale). La bambina subì un vero e proprio trauma psicologico e durante le sedute trovò la forza di raccontare quegli abusi. Fino al processo tenutosi quest’anno. La difesa, però, non è stata di questo avviso sostenendo l’innocenza dell’uomo. «Riteniamo che nel corso del procedimento siano emerse troppe incertezze ed incongruenze – spiega l’avvocato difensore Morelli – nel racconto della vittima. Certi resoconti delle presunte violenze potrebbero avere subito influenze esterne. Ci aspettavamo un altro epilogo, conosciute le motivazioni valuteremo l’appello a questa sentenza».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo