CampoBeinasco
News
BEINASCO Ordinanza di sgombero: «Via entro il 28 febbraio o interverrà la forza pubblica»

«Violato il patto firmato con il Comune», gli zingari cacciati dal campo autorizzato

Mancati pagamenti, carenze igieniche, ospitalità a estranei: ecco perché le baracche andranno distrutte

Avevano ottenuto un tetto sotto cui vivere, ma l’accordo con il Comune è stato violato, e ora gli zingari dovranno andarsene. Lasciare il campo regolare, che dovrà essere liberato eliminando le costruzioni abusive entro il 28 febbraio. Se l’allontanamento non avverrà spontaneamente, è già previsto “l’intervento della forza pubblica”. E se i nomadi non distruggeranno le baracche, sarà il Comune a farlo, «a spese dei responsabili degli abusi».

Le famiglie rom, tutte di origine bosniaca, si erano trasferite qui nel 2010 da un terreno di loro proprietà espropriato dal Comune che, in cambio, aveva offerto una nuova sistemazione. A una condizione: la sottoscrizione di un accordo che prevedeva alcune clausole, tra cui quelle di non commettere reati e di non ospitare estranei. Prescrizioni analoghe a quelle che il Comune di Torino sta studiando per via Germagnano, che però non sono state rispettate. E ora, a Beinasco, si è deciso di “rescindere” il contratto per giusta causa.

Ieri, accompagnata dai carabinieri, l’amministrazione ha incontrato le famiglie e consegnato l’ordinanza che dispone la chiusura e il recupero dell’area per “reiterate e gravi violazioni alle disposizioni del regolamento comunale”, tra cui il “mancato pagamento dell’area di sosta per un periodo superiore ai tre mesi” oltre che per “gravi carenze igienico-sanitarie” e “reiterati comportamenti che ledono la reciproca fiducia”.

«Il nostro – spiega Ernesto Ronco, l’assessore alle Politiche Sociali di Beinasco – è un campo autorizzato che va verso la chiusura. Oggi pomeriggio (ieri, ndr), abbiamo avuto l’incontro con le famiglie per comunicare che la chiusura dovrà avvenire entro febbraio, mentre venerdì avremo l’incontro con la cooperativa San Donato che si occupa degli insediamenti un po’ su tutto il territorio, con cui cercheremo delle soluzioni».

I tempi, visto l’ultimatum, sono molto stretti. Ma è anche vero che gli zingari hanno avuto molte occasioni per cambiare rotta. «Sono otto o nove anni – spiega Ronco – che abbiamo un campo, normato da un regolamento votato da maggioranza e minoranza che prevede una serie di cose come il non far entrare altre persone o non commettere reati. Ora, il problema che si pone è soprattutto di sicurezza. Questa estate ci sono stati furti di energia elettrica, è entrata gente non autorizzata, c’è stato un sequestro di elettrodomestici, alcuni impianti sono stati rotti. Se qualcuno dovesse farsi male, sarebbe problematico. In un campo comunale – conclude Ronco – o si sta alle regole oppure no».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo