Foto di repertorio (Depositphotos)
Il Borghese

Vinciamo insieme

Il primo incidente in tangenziale, le auto in coda, un motociclista ferito in uno scontro. E poi le auto che si moltiplicano, le prime attese che scatti il verde al semaforo, qualche strombazzata di clacson all’automobilista troppo lento. E ancora, il solito affollamento sulla linea 4 che attraversa Torino partendo da Barriera Milano. Si può fotografare anche così l’inizio della Fase 2, di questa liberazione a scarto ridotto che per qualcuno ha assunto il valore di una fuga dalle quattro mura domestiche. E per tanti il ritorno al lavoro, con nuove regole da imparare e da rispettare. Non solo con mascherine (che tra l’altro a 50 centesimi non si trovano!) e guanti usa e getta, ma con uno spirito nuovo, che esalta un’educazione civica poco insegnata e quasi mai rispettata. In ottantamila hanno varcato i cancelli delle fabbriche e delle prime botteghe. Per bar, ristoranti, parrucchieri e via dicendo ci sarà ancora da aspettare. Ma è da questa avanguardia di lavoratori e tecnici che deve avvenire il miracolo della ripartenza, di queste nostre città, Torino in testa, che non potevano sopportare oltre la clausura ed il silenzio di robot, torni, frese e telai tessili. L’avanguardia ci dirà se, a dispetto dei contagi che scendono con difficoltà, ci meritiamo una nuova vita, pur scandita da mille precauzioni. Prudenza, voglia di fare e ottimismo se ben mescolati possono fare il miracolo. Noi ci crediamo, anche perché tornare indietro sarebbe una catastrofe oltre che una sconfitta.

fossati@cronacaqui.it

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