ANNA MAZZAMAURO

«Io e Villaggio? Non eravamo amici»

La mitica “signorina Silvani” domani al Gobetti di San Mauro in “Nuda e Cruda”

Prima di tutto voglio rassicurare gli spettatori, altrimenti non viene nessuno a vedermi: sarò più cruda che nuda». Che sia più cruda che nuda o che sia semplicemente “Nuda e cruda”, come recita il titolo dello spettacolo, poco importa, perché Anna Mazzamauro piace e convince il pubblico con questo one woman show da lei scritto e interpretato e da sei anni lo porta in giro con successo nei teatri italiani. E ora la signorina Silvani, il sogno proibito del ragionier Fantozzi, è pronta per un nuovo tour che partirà da San Mauro Torinese, dal Cinema Teatro Gobetti dove lo spettacolo andrà in scena domani sera con la regia di Livio Galassi.
Perché nuda e cruda?
«Perché senza presunzione né arroganza voglio arrivare alla verità delle cose che ci succedono. È uno spettacolo “etero”, perché affronto temi di vario genere, temi importanti come la vecchiaia, la solitudine, ma lo faccio sempre con molta ironia. Parlo della mia atipicità quella che mi sono portata come un fardello da ragazzina, ma che ha un lato positivo perché la bruttezza dura, la bellezza no».
Come sarà lo spettacolo?
«Nella prima parte racconto i miei esordi cinematografici, interpreto la “mitica” signorina Silvani, mi prendo un po’ in giro e il pubblico si diverte. Nella seconda parte prendo per mano gli spettatori e li conduco a teatro. C’è un monologo dedicato alla madre di Melania Rea, la giovane donna assassinata nel 2011 nel colle San Marco di Ascoli Piceno, immagino poi la telefonata che Roberto Rossellini fece ad Anna Magnani per dirle che la lasciava per quella spilungona della Bergman. Il tutto accompagnato dalle canzoni di Amedeo Minghi e da altre canzoni che ho riesumato. Poi faccio anche considerazioni sul mio carattere».
Che carattere è il suo?
«Per fare questo lavoro devi alzarti col coltello fra i denti, devi lottare e questo ti porta ad essere non dico cattiva ma immediata. Io sono felicemente immediata, dico quello che penso».
Un ricordo di Paolo Villaggio?
«Era uno snob geniale, un compagno eccezionale, non un amico, non eravamo amici. Lui diceva: i miei amici sono famosi e sono ricchi».
Le dispiace essere conosciuta soprattutto come la signorina Silvani?
«Mi incazzo proprio. Ma comunque devo essere riconoscente a questo personaggio perché se no la gente non verrebbe a vedermi, non mi chiederebbe l’autografo. E così alla fine dico chi se ne frega».
Ha sogni da realizzare?
«Non ho sogni nel cassetto, i miei cassetti sono tutti aperti».
E dopo “Nuda e cruda” che cosa ci sarà?
«Ci sarà “Belvedere”, è una commedia che ho scritto io e che porterò anche a Torino. Inizieremo le prove il prossimo gennaio. È un inno alla libertà, al vivere come ti pare e piace. Io sarò una donna enorme, “boteriana”, poi ci sarà un trans, interpretato da Cristina Bugatti».

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