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Cronaca
IL CASO

Vigilantes armati nei campus: «Così garantiamo sicurezza»

Giovedì la ministra Anna Maria Bernini a Torino incontra Cirio e Lo Russo

Dopo lo stupro di una giovane ragazza di 23 anni nel dormitorio di via Borsellino, l’Edisu (Ente regionale per il diritto allo studio universitario del Piemonte) corre ai ripari: vigilantes armati nei campus di Torino. «Sono strutture vigilate 24 ore su 24 con sistemi di video sorveglianza – premette il presidente dell’Ente Alessandro Sciretti -, ma abbiamo deciso di rafforzare la vigilanza. Non solo all’interno della struttura di via Borsellino, ma in diverse altre palazzine dislocate in città, attraverso l’uso di personale specializzato» aggiunge.

Particolare attenzione per Villa Claretta, Olimpia e Liborio. In merito all’aggressione di sabato notte – e a presunte mancanze da parte del sistema di accoglienza – Sciretti spiega: «Queste sono strutture residenziali e dispongono di un sistema di reception di tipo alberghiero. Viene fatto un controllo degli accessi, ma non siamo in un carcere». Ora il pensiero del presidente di Edisu è rivolto agli studenti spaventati che sono rimasti a dormire in via Botticelli. «Il nostro compito è occuparci di tutelare tutti gli ospiti delle nostre residenze e continuare a garantire loro un ambiente sereno in cui proseguire il loro percorso di studi» spiega.

Anche per dare un segnale di attenzione, una pattuglia di polizia ha fatto più volte ieri mattina il giro dell’isolato, mentre gli uomini della Squadra Mobile proseguivano con le indagini. «Siamo in contatto con il ministro Bernini che sta seguendo da vicino la vicenda» fa sapere ancora Sciretti, ieri impegnato in una riunione con le forze dell’ordine. La ministra sarà a Torino giovedì per visitare la palazzina dove è stata aggredita la studentessa. «Siamo pronti a ospitare la famiglia della giovane» fa sapere ancora Sciretti. «Il nostro sistema di servizi nasce e vive per garantire l’ospitalità agli studenti fuori sede – aggiunge -. Non c’è nessun motivo per non vivere in queste strutture. Non creiamo una psicosi non giustificata».

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