CORSO SACCO E VANZETTI

Sotto il viadotto è allarme rifiuti: «Ora sgomberate le masserizie»

Dopo l’ennesimo incendio che ha messo in pericolo il ponte

Dopo gli incendi causati dal campo rom di strada della Berlia, ora anche quelli legati ad accampamenti abusivi e masserizie mai portate via negli ultimi mesi. Continua il periodo no del viadotto di corso Sacco e Vanzetti, nel quartiere Parella, che martedì mattina è stato interessato, a sorpresa, da un altro rogo. A distanza di quasi un anno dai due falò che ne hanno causato la chiusura, i comuni di Collegno e Torino sono tornati a interrogarsi sul futuro della struttura, che non versa certo in buone condizioni. L’incubo di una nuova chiusura, martedì, è durato qualche ora. Il tempo necessario ai vigili del fuoco per effettuare i controlli di rito e poi il viadotto è stato riaperto al traffico. Per la felicità degli automobilisti.

Resta, però, sempre vivo il problema dei rifiuti (e sono tanti) accumulati sotto il viadotto delle polemiche. Tra corso Marche e strada Antica di Collegno. Una distesa di masserizie a cui si aggiungono i ripari di fortuna, utilizzati di notte dai clochard. Ed è proprio da uno di questi accampamenti di invisibili che è scaturito l’ultimo incendio. Un tentativo di scaldarsi non andato a buon fine. «E’ una situazione di costante pericolo – sottolinea il presidente della Circoscrizione 4, Claudio Cerrato -. E se non si interviene sarà sempre peggio. Ci auguriamo che si arrivi a un finanziamento, necessario a rimettere in sesto il viadotto».

Recentemente, sulla questione di corso Sacco e Vanzetti, si era espressa anche l’assessore alla Viabilità di Palazzo Civico, Maria Lapietra. L’incendio del dicembre del 2017 sotto il cavalcavia, che ha intaccato l’infrastruttura «ha sciolto gli appoggi e bisogna risollevare la struttura con un intervento stimato di circa 800mila euro».

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