Il camper dei rom dato alle fiamme
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E’ accaduto a Torino nella notte tra il 7 e l’8 maggio scorsi

Via Negarville: bruciato il camper dei nomadi. La procura indaga per strage

Nel veicolo vivevano sette rom, tra cui quattro bambini, rimasti incolumi. Uno dei testimoni ha raccontato di aver visto lanciare due bottiglie, verosimilmente molotov, da un’auto in corsa

E’ “strage” il reato per il quale la procura di Torino ha aperto un fascicolo sull’incendio di un camper in cui vivevano sette nomadi rom balcanici, rimasti incolumi. L’episodio risale alla notte fra il 7 e l’8 maggio scorsi ed è avvenuto in via Negarville, alla periferia meridionale del capoluogo piemontese. L’ipotesi di “strage” è contenuta nella denuncia presentata dal legale dei rom ed è vagliata con cautela dagli inquirenti.

LA TESTIMONIANZA DI UN ROM: SCAGLIATE MOLOTOV
Nel veicolo vivevano due nuclei familiari arrivati da Beinasco, una cittadina a pochi chilometri da Torino, dopo lo sgombero di un campo nomadi. Non appena divampò il fuoco, i 3 adulti e i 4 bambini presenti a bordo saltarono giù dal mezzo e si misero in salvo. Un rom ha raccontato di aver visto lanciare due bottiglie, verosimilmente molotov, da un’auto in corsa. Altre testimonianze confermerebbero questa versione.

LE MINACCE LANCIATE VIA FACEBOOK
Una delle ipotesi potrebbe essere quella di una vendetta tra nomadi ma nella denuncia è stato sottolineato che su Facebook, nei giorni immediatamente precedenti e successivi al rogo, erano stati lasciati messaggi minacciosi contro il nuovo insediamento in via Negarville.

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