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IL FATTO

Verso tre settimane di lockdown totale. Modello Israele per il vaccino di massa

Ieri la cabina di regia, in attesa del Dpcm con le nuove restrizioni che dovrebbe arrivare domani

Il nuovo modello per la campagna vaccinale sarà quello di Israele: procedendo “a tenaglia”, dai 40 anni in su e dai 79 anni a scendere. Per mettere un freno ai contagi, invece, potrebbe tornare la serrata totale. Tre settimane, almeno, nelle intenzioni dell’ala più rigorista del Governo, che si è preso altre 48 ore di tempo per decidere. Entro domani, però, il presidente Mario Draghi emanerà un decreto per introdurre nuovi divieti, dopo la decisione presa dalla cabina di regia in attesa dei nuovi dati che, tra l’altro, confermerebbero il Piemonte in rosso.

Il confronto tra le Regioni e i ministri della Salute, Roberto Speranza e degli Affari Regionali, continuerà oggi con l’obiettivo di annunciare le nuove misure con il più largo anticipo possibile, dunque, stabilire se i nuovi divieti scatteranno già nel fine settimana. Anche nelle Regioni in fascia gialla. Altri lockdown locali saranno istituiti nelle aree in cui le varianti stanno creando i focolai. E questa sarebbe la stretta meno radicale, almeno, a confronto con la seria preoccupazione già espressa dal Comitato tecnico scientifico. Per gli esperti serve un nuovo giro di vite, con il passaggio in zona rossa se ci sono 250 casi settimanali su 100mila abitanti, come del resto chiesto l’8 e il 12 gennaio. Senza esito.

Il modello Israele

Nel fine settimana, oltre all’entrata in vigore delle nuove restrizioni, sarà presentato con molta probabilità un nuovo piano per la campagna vaccinale. Secondo i programmi, entro il 3 aprile dovrebbero arrivare 6,5 milioni di dosi da Johnson&Johnson, parallelamente a quelle di Pfizer, Moderna e AstraZeneca, con cui a livello nazionale si arriverebbe a 36,8 milioni di dosi, con un’ultima scorta di 532mila fiale aggiuntive annunciate soltanto ieri. Risolto il problema degli approvvigionamenti, forse, si cambierà passo sulle somministrazioni, come prevedono il commissario Paolo Francesco Figliuolo e Fabrizio Curcio, a capo della Protezione Civile. Il modello di riferimento potrebbe diventare quello seguito da Israele, per cui, una volta completata l’immunizzazione degli ultraottantenni, oggi a meno di un terzo di richiami effettuati, si procederà per età. Prima, però, dovranno essere protetti disabili, caregiver e le persone che vivono in comunità. Nel frattempo, però, si apriranno le prenotazioni per oltre 2 milioni di cittadini estremamente vulnerabili, con malattie respiratorie, neurologiche, diabete, fibrosi cistica, renali, epatiche, cerebrovascolari, onco ematologiche e emoglobinopatie, sindrome di Down, trapiantati e grandi obesi.

Le fasce d’età

Gli altri cittadini saranno convocati per fasce di età, con un meccanismo definito “a tenaglia”. Ovvero, tutti quelli con un’età inferiore a 79 anni in giù e in parallelo gli altri dai 40 anni in su. A imporre una nuova strategia nella battaglia al Covid è stato il dilagare delle varianti e in particolare di quella inglese. Scopo del nuovo modello sarà quello di proteggere chi è in età da lavoro e accantonare, così, la divisione per categorie e fasce di priorità.

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