Vercelli
Ieri & Oggi
LA CITTÀ DI UNA VOLTA

Vercelli, ex fortilizio diventato negli anni la capitale del riso

Un centro abitato particolarmente significativo per Casa Savoia

Oggi è la città del riso, ma millenni fa era un fortilizio immerso nei boschi della pianura Padana. Wehr-Celt ossia Rocca dei Celti potrebbe essere il nome che ha dato origine all’attuale Vercelli, nota in epoca romana come “Vercellae”: e proprio a poca distanza da Vercelli pare si sia svolta una delle più importanti battaglie della storia romana, quella di Caio Mario contro i Cimbri (battaglia dei Campi Raudii). Dell’età romana è degno di nota il Eusebio, che fu il primo vescovo piemontese: anche per questo, la cattedra di Vercelli ha, nell’episcopato piemontese, un ruolo di particolare importanza.

Ancora oggi un ricco patrimonio paleocristiano e medievale fa di Vercelli un unicum nel panorama piemontese. Nella biblioteca capitolare il Codex Vercellensis Evangeliorum è ritenuto essere la più antica traduzione in lingua latina dei Vangeli (databile al IV secolo). Un altro documento particolarmente interessante lega poi la placida città piemontese all’Inghilterra: è il Vercelli Book, in antica lingua anglosassone, che attira studiosi da tutto il mondo interessati all’evoluzione della lingua inglese. A proposito di Medioevo: nel 1243 Vercelli fu la prima città italiana ad abolire di fatto la servitù della gleba.

Vercelli fu particolarmente significativa per Casa Savoia. Questa città padana costituì per secoli il più occidentale avamposto sabaudo in Italia, e fu anche una località particolarmente fedele ai conti e poi ai duchi. Non è un caso se proprio a Vercelli prediligessero vivere alcuni esponenti di Casa Savoia, come il beato Amedeo IX o come il duca Carlo II, sfortunato signore di un ducato invaso dai francesi nel XVI secolo. Carlo Emanuele I desiderava fare di Vercelli una città fortezza (come un po’ tutte le città piemontesi) e questo fermò l’espansione della città, che si conservò per alcuni secoli nelle sue mura medievali.

La risicoltura, che contraddistingue l’odierno Vercellese, è cosa tutto sommato recente: fu iniziata nel Quattrocento ma la sua grande diffusione si ebbe tra Sette ed Ottocento, specie dopo la creazione del celebre Canale Cavour, che tagliando il Piemonte Settentrionale in due (da Chivasso al Ticino) permette l’irrigazione di una vasta area. Tra Otto e Novecento il riso costituì la ricchezza di tutto il territorio; si vennero a ingrandire le cascine, che punteggiano ancora la campagna del Vercellese e che sono di dimensioni monumentali: veri paesi nei quali vivevano anche centinaia di persone, anche se il raccolto del riso era affidato alle note mondine, ragazze di umilissima estrazione sociale.

La meccanizzazione dell’agricoltura ha cambiato l’economia di Vercelli, che in ogni caso resta ancora legata al riso e, recentemente, anche al turismo: insieme a Torino e Asti, Vercelli è una delle città piemontesi più ricca di opere d’arte.

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