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Cronaca
CASELLE

Vendeva corna di rinoceronte: la casa d’aste Bolaffi nei guai

Il blitz dei carabinieri: sequestrata anche una preziosa “coppa da Libagione”

C’è anche un prezioso manufatto intagliato dal corno di rinoceronte, chiamato «Coppa da Libagione», tra gli oggetti sequestrati a Torino dai carabinieri forestali del nucleo Tutela patrimonio Culturale. Venduta in asta elettronica a un cittadino cinese, per la cifra di 45mila euro, era pronta ad essere spedita non appena ottenuto l’attestato di libera circolazione che la Casa d’Aste Bolaffi aveva richiesto presso l’Ufficio Esportazioni di Torino. I militari hanno denunciato all’autorità giudiziaria sia il legale rappresentante della Casa d’Asta sia i proprietari delle opere, responsabili di aver stipulato “mandati a vendere” con la casa d’Aste, sia infine i compratori degli oggetti risultati essere già venduti. Sequestrati anche oggetti realizzati in avorio o con parti di tartaruga marina e legno di Palissandro, tutti sprovvisti della documentazione idonea alla detenzione e alla vendita, in quanto specie particolarmente protette. La casa d’aste Bolaffi, finita al centro dell’indagine dei carabinieri, respinge le accuse. Sostenendo che gli oggetti affidati in particolare da un venditore erano stati realizzati nel XVIII secolo, ben prima delle limitazioni normative tuttora vigenti sul commercio di manufatti d’antiquariato in avorio. Gli oggetti in questione sarebbero stati acquistati prima del 1947, data spartiacque riportata nei regolamenti europei sul commercio di oggetti d’avorio. «Il proprietario di un esemplare – si legge negli atti normativi – deve dimostrare che l’esemplare è stato acquisito 50 anni prima dell’entrata in vigore del regolamento (CE) n. 338/97, vale a dire prima del 3 marzo 1947». Ogni anno si stima che siano uccisi più di 20.000 elefanti per via delle loro zanne, così come non si ferma la strage per il commercio dei corni di rinoceronte, per il quale vengono uccisi una media di tre rinoceronti ogni giorno.

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