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Buonanotte

Vendette vigliacche

A Pagani, in provincia di Salerno, un 17enne si è vendicato della 13enne che lo aveva lasciato attaccando in tutto il paese le sue foto nude in pose sexy. Il bullo è stato mandato in comunità, ma uno così va tenuto d’occhio: è un femminicida potenziale. Brutte storie, questi revenge porn (vendette porno) anche se sono comportamenti vecchi come il mondo. Basta leggere le iscrizioni murali di Pompei. Quando non c’erano gli smartphone e le macchine fotografiche erano rare (e comunque le donne non si lasciavano fotografare nude) l’amante schienato per vendicarsi ricorreva ai muri o alle chiacchiere. Lo sfigato raccontava in giro ogni particolare scabroso del rapporto finito, quasi sempre inventandolo. Il mondo è pieno di millantatori: come c’è sempre stato il “miles gloriosus”, il reduce di guerra che racconta imprese eroiche mai compiute, così è sempre esistito l’irrumator gloriosus, che fa lo stesso con le imprese amorose. In tutte le epoche è esistito il corteggiatore respinto che si vendica parlando male della donna che l’ha rifiutato. E anche il mitomane complessato che va a donne solo per vantarsi con gli amici, e nel riferire i dettagli esagera o inventa. Ai tempi beati della mia prima gioventù andare a tangare nelle balere di provincia era pericoloso, per noi cittadini: finiva spesso a scazzottate coi maschi locali perché le donne del luogo con loro non ci stavano, con noi sì. Far l’amore con un compaesano significava per loro rischiare di finire sulla bocca di tutti, o per vanteria o per vendetta. Il cittadino almeno aveva la macchina, arrivava, ballava, “faceva” e spariva. Al peggio si vantava in città, ma là nessuno conosceva l’eroina dei racconti.

collino@cronacaqui.it

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