cinghiali
Cronaca
IL FATTO

Venaria non sarà più la “città delle rose”, ma quella del salame di cinghiale

Il Comune propone una fiera di prodotti tipici: cervi e ungulati

Venaria potrebbe presto avere una sua fiera autunnale, per mettere in risalto il territorio e le sue eccellenze. E tra le eccellenze, in assenza di un suo prodotto tipico che possa caratterizzare e trainare la stessa, potrebbe esserci in primis il cinghiale e poi altra selvaggina. Come ad esempio i cervi. Ovvero i due animali al centro degli abbattimenti selettivi all’interno del parco regionale de La Mandria, il più importante polmone verde metropolitano. A chiederla i gruppi della maggioranza consiliare della Reale – vale a dire la civica Venaria Riparte, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia – nel corso dell’ultimo consiglio comunale. Il provvedimento è passato nonostante i voti contrari da parte della minoranza. Primo firmatario del provvedimento è stato il consigliere Andrea Accorsi (Venaria Riparte): «In un periodo caratterizzato dall’arrivo sul territorio di fondi europei, dal Pnrr, che rilanceranno la città, crediamo sia importante dare ulteriore slancio al turismo, per portare persone anche in altri momenti dell’anno. Siamo la città della Reggia e del parco La Mandria. Fino a oggi Venaria risulta conosciuta per la Festa delle Rose ma questa città può e deve promuovere un maggiore flusso turistico e, al tempo stesso, garantire un maggiore benessere collettivo, in particolare al settore del commercio e del ricettivo-alberghiero». La fiera è ancora in fase di ideazione, sotto ogni punto di vista: il provvedimento, infatti, ora passerà in commissione per iniziare a delineare tutti gli aspetti, dando poi avvio alla macchina organizzativa, sotto l’egida del settore Turismo comunale. «L’obiettivo è dare vita ad un evento simile a quelli di Carmagnola, di Cervere, di Bra, o di altre cittadine piemontesi. Con la preziosa collaborazione delle associazioni, in primis la Pro Loco, della scuola di formazione Formont», conclude Accorsi.

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