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Musica
In 40mila per lo show del Komandante

Vasco infiamma Torino: «Finalmente insieme, vorrei baciarvi tutti» [FOTO e VIDEO]

Tre ore di musica con le nuove canzoni e i grandi classici: «Mi mancavano questi bagni di folla, ne avevamo bisogno»

“L’uomo più semplice che c’è” ieri sera ha compiuto il suo ennesimo miracolo facendo esplodere i 40mila dello Stadio Grande Torino in un grido liberatorio, durato quasi tre ore, e con il quale il mitico Blasco ha voluto chiudere il suo lungo tour iniziato il 20 maggio da Trento e proseguito in 11 tappe sempre sold out. Ed è stato bellissimo, anzi “stupendo”. Per i 40mila, molti dei quali giunti in città già da giorni – «li vorrei baciare tutti a uno a uno – ha commentato prima del concerto riferendosi agli oltre 700mila fan che lo hanno seguito in questo cammino», – per le migliaia di persone che lo hanno ascoltato da fuori, e per Vasco Rossi stesso, che dall’alto dei suoi 70 anni compiuti a febbraio ha dimostrato quanto sia lui per primo a divertirsi sul suo mega stage di 90 metri per 26, ormai habitat naturale del più grande animale da palcoscenico che l’Italia abbia mai avuto. «Ciao Torino ehi – il saluto da battaglia del rocker a una delle città che da sempre lo ama, lo segue, lo aspetta e che gli ha fatto da red carpet per un finale che sa di un arrivederci – finalmente Torino. Finalmente abbiamo portato un po’ di gioia in questo mondo pieno di problemi», dove anche il Komandante ha dovuto fare lo slalom fra il Covid e di cui si è confermato essere il re. «Sono molto felice di questo tour che ho sognato per due lunghissimi e duri anni.  Sono felice di avere finalmente potuto cantare in pubblico le mie ultime canzoni. Sono felice di averli incontrati, guardati negli occhi e incoraggiati. Mi sono mancati molto, è stato uno straordinario bagno di folla di cui avevamo proprio bisogno.  Non sempre è stato facile, soprattutto con il Covid che gira molto ancora. Abbiamo fatto di tutto per non saltare una data. E ce l’abbiamo fatta. Siamo qui ..pieni di guai ma…finalmente insieme a fare del rock» ha detto ancora. Un rock che piace a tutti che ha visto crescere uomini e donne che ieri sono tornati allo stadio con i loro figli, i loro nipoti. Da 8 a 80 anni il viaggio nel tempo della musica del Blasco, “Prima Blasco e poi nasco”, la scritta sui giovani pancioni delle quasi mamme. Da Piero Chiambretti a Pif, ad Alex Del Piero che si fa i selfie sotto il palco con la moglie, Sonia Amoruso, il parterre dei Vip. Pandemia di Vasco recitava uno striscione. “Olè, olè, olè, olè Vascoooo, Vascoooo” il coro da stadio che all’imbrunire ha preceduto l’uscita sul palco di Vasco Rossi, emozionato, sorridente, scatenato e pronto al suo show fatto di trenta brani di un repertorio che è già storia, un mantra. E così via con “XI comandamento” cui sono seguiti subito i cult “L’uomo più semplice”, “Ti prendo e ti porto via”, “Se ti potessi dire”, “Senza parole”, fino “Siamo solo noi” cantata a metà concerto, per presentare la band, la sua famiglia, e giusto per fare capire a tutti che lo show sarebbe continuato a “oltranza ”. Si è cantato, ballato, riso, pianto, di emozione ovviamente. Sul palco è salito Don Ciotti: «Vi prego – ha implorato – impegniamoci tutti per la pace, la prima vittima della guerra è la verità. Dobbiamo sconfiggere l’industria delle armi». E si sono fatte tutte le azioni rituali che il re da sempre ha insegnato al suo pubblico, dal seno nudo senza vergogna dal sapore rock di “Rewind”, alle smorfie di “Vado al massimo” fino alla preghiera “Albachiara”, cantata all’unisono come da tradizione, tra malinconia e fuochi d’artificio ma che è da sempre un arrivederci. Non finisce qui.

IL VIDEO di Tonino Di Marco

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