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Buonanotte

Vangeli e abusi

La prof di italiano di mio nipote Marco – l’ho già scritto qui – dedica, di ogni ora che voi ed io le paghiamo, venti minuti all’insegnamento e quaranta alla propaganda antifascista. Niente di nuovo. L’Italia scolastica è piena di questi missionari della falce e martello che hanno scelto l’insegnamento solo per poter indottrinare le giovani menti al vangelo di Gramsci. Dalla cattedra si plagia meglio, e il partito lo sa, come la Chiesa sa che dal pulpito si è più convincenti. Solo che le chiese si svuotano, ma le classi no. Se i preti mancano, l’esercito della salvezza rossa è in perenne mobilitazione. Ieri la pasionaria doveva spiegare Goldoni, ma non ha neanche cercato un appiglio, un espediente dialettico, una scusa per poter planare elegantemente sulla politica. Ha fatto che cominciare da lì. Stavolta l’argomento era la Segre e gli insulti che riceve sui social dai fascisti e via sproloquiando di pericolo nero in agguato, di derive autoritarie, di democrazia minacciata, eccetera. Poi è uscita con una frase che Marco ha voluto trascrivere, talmente era sfrontata. Praticamente una confessione: “Vi parlo di queste cose, ragazzi, perché davanti a me non ho solo degli studenti, ma dei futuri elettori, ed è mio dovere di insegnante mettervi in guardia”. Registrandola, ci sarebbero gli estremi per una denuncia, ma sarebbe inutile. La prof palermitana sospesa per aver avallato l’equivalenza tra il decreto sicurezza di Salvini e le leggi razziali è stata subito riammessa, con tante scuse. In Italia, se denunci l’infiltrazione rossa delle scuole, ti dicono che è solo un abusato luogo comune. Invece gli abusati, purtroppo, sono loro. Gli studenti.

collino@cronacaqui.it

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