Valvole

Foto DepositPhotos

La protesta di Hong Kong, iniziata a giugno, non accenna a spegnersi. Fino ad ora due morti, migliaia di feriti e 4.400 arresti. In Cile la rivolta popolare ha visto fin qui un milione di persone in piazza, 26mila arresti, migliaia di feriti e 22 morti. Nei disordini dell’Iraq, dove la polizia spara sulla folla, ci sono stati più di 300 morti, migliaia di feriti e arresti. I morti in Venezuela per le manifestazioni contro Maduro sono già più di cento. Poi c’è il mezzo milione che da ottobre manifesta a Barcellona (con scontri, incendi, arresti e feriti) per la secessione catalana. Ma l’emblema dell’inutilità di queste piazzate sono i gilets jaunes. Nello scorso week end sono tornati a far casino a Parigi per celebrare l’anniversario della prima manifestazione, quando erano 270mila. Dico “erano” perché poi, nonostante la puntualità (scontri ogni sabato), sono scesi a 12mila. Hanno anche provato a candidarsi alle europee, ma hanno preso lo zerovirgola. Come mai erano così ostinati? Perché li hanno “sovramediatizzati”: se ne parlava troppo. Più i media li enfatizzavano, più loro tornavano in piazza a fare buh! Ma i 100mila di Baghdad, i 270mila di Parigi, il milione di Hong Kong e Santiago sono anch’essi sovramediatizzati. Tutte le piazze in rivolta lo sono. Chi va in strada è sempre lo zerovirgola di chi resta a casa, e impressiona solo le vecchiette davanti alla Tv. Infatti i governi controllano, ma lascian fare: disordini e cortei sono preziose valvole di sfogo per sgonfiare l’opposizione. Un giorno, cari giacobini in Nike, capirete che i tiranni non sono i governi, ma chi controlla la finanza globale e la comunicazione. Sarà tardi, forse, però vi lasceranno protestare.

collino@cronacaqui.it

CONDIVIDI
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE
loop-single