Hotel Rigopiano, proseguono senza sosta le operazioni di soccorso dei vigili del fuoco
Cronaca
La tragedia

VALANGA ASSASSINA. Hotel Rigopiano, il 24esimo disperso abitava a Torino: Faye girava l’Italia per un lavoro FOTO

All’interno della struttura un lavapiatti senegalese che in precedenza viveva sotto la Mole. Individuata un’altra vittima. Volontari del Piemonte in prima linea: lunedì partirà dal capoluogo il terzo contingente

Il bilancio della tragedia dell’Hotel Rigopiano è, al momento, di undici sopravvissuti, sei morti e 24 dispersi. Ai 23, secondo quanto riferito da due ospiti dell’albergo, va aggiunto un lavapiatti di origine senegalese presente all’interno della struttura al momento della valanga assassina. Faye Dame, questo il suo nome, abitava a Torino e da un paio d’anni girava l’Italia in cerca di un lavoro come inserviente.

Intanto si continua a scavare senza sosta tra le macerie, anche se la neve non rende affatto facile i soccorsi. Col passare del tempo diminuiscono le speranze di trovare altri sopravvissuti.

LE VITTIME. I primi due corpi recuperati sono stati quelli del maître Alessandro Giancaterino e del cameriere Gabriele D’Angelo. Poi sono stati ritrovati i cadaveri di Nadia Acconciamessa e Sebastiano Di Carlo, genitori del piccolo Edoardo, che si è salvato e Barbara Nobilio, 51 anni, di Loreto Aprutino, che era in vacanza con il marito, di cui non si hanno ancora notizie. Nella giornata di oggi (domenica) individuata un’altra vittima: si tratta di un uomo.

POTENZA INAUDITA. La slavina che ha travolto l’Hotel Rigopiano, nel Pescarese, è stata di una potenza inaudita. Quanto riferito dai carabinieri è da brividi: la valanga caduta pesa come quattromila Tir carichi.

PIEMONTE IN PRIMA LINEA. Nella serata di sabato è avvenuto il cambio di consegne tra i 23 operatori del CNSAS Piemonte – Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese partiti lo scorso 19 gennaio e il nuovo contingente di 24 uomini partiti in mattinata da Torino.

Lo scenario di intervento rimane duplice: da un lato il lavoro di scavo e ricerca presso l’Hotel Rigopiano, dall’altro l’altrettanto importante lavoro di contatto con alcune delle frazioni del teramano che rimangono tuttora isolate e che si possono raggiungere esclusivamente con sci e pelli di foca. Il nuovo gruppo di tecnici piemontesi provenienti dalle Delegazioni Alessandria, Biella, Canavesana, Mondovì, Monviso Saluzzo, Valdossola, Valle di Susa e Valsangone, Valli di Lanzo, Valli Pinerolesi e Valsesia da questa mattina è stato impiegato in tali mansioni.

In particolare, il campo di operazione dell’Hotel Rigopiano è stato sottoposto a una nuova tipologia di intervento nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti. «Oggi – come ha affermato Matteo Gasparini, Delegato dell’Ossola e nuovo referente del gruppo piemontese in Abruzzo – stiamo cercando di attaccare i muri perimetrali dell’albergo nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l’esplorazione di nuove porzioni dell’hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno».

Infine, domani lunedì 23 gennaio, partirà da Torino il terzo contingente di volontari del CNSAS Piemonte che giungerà in Abruzzo verso sera per dare il cambio alla seconda tornata di operatori. Sono 20 uomini provenienti dalle Delegazioni Biella, Canavesana, Mondovì, Pinerolese, Valle di Susa e Val Sangone, Valli di Lanzo e 1° Gruppo Speleologico comprensivi anche di un sanitario. Continua a essere necessario un intervento tecnico e specializzato prerogativa di uomini e donne del CNSAS, della loro formazione e della loro pratica quotidiana.

 

 

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