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IL FATTO

Il vaccino per gli “over 80” è a rischio. Almeno 75mila anziani fuori dal piano

Roma conferma il taglio del 20% nelle consegne, Regioni costrette a riscrivere la seconda fase

Le scorte sono già scarse, consumate oltre l’89% e se i calcoli della Regione prevedono di farcela a chiudere con successo, entro il 21 febbraio, almeno la prima fase della campagna vaccinale, l’annuncio di un taglio del 20% alle forniture promesse da Roma per la seconda fa svanire il sogno di farla partire nei tempi annunciati. Non solo Pfizer, ma anche AstraZeneca e Moderna hanno ricalcolato le capacità nelle consegne e la conferma è arrivata dai ministro Francesco Boccia nel confronto con le Regioni, sabato mattina. Insomma, il calendario andrà riscritto da capo e a conti fatti rischia di sfumare l’ipotesi di partire, a tempi brevi, con i più anziani e sfruttando da subito gli ambulatori medici. Per gli oltre 377mila “over 80” che vivono in Piemonte, infatti, si potrebbero utilizzare solo Pfizer e Moderna, dal momento che proprio ieri AstraZeneca ha ricevuto il via libera dall’Aifa ma solo per somministrazioni a persone tra 18 e 55 anni, non senza considerare che le fiale del primo vaccino andrebbero escluse, se non per 40mila anziani ospiti delle Rsa e vaccinati nella fase iniziale, perché negli ambulatori dei medici di base non si potrebbero conservare nei congelatori appositi.

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