Squillo
Cronaca
IL REPORTAGE

«Vaccino e tampone», anche le belle di giorno mostrano il Green Pass

Viaggio nella Torino del sesso a pagamento

Il marciapiede di corso Appio Claudio e quello di via delle Primule sono fra i pochi posti, a Torino, dove trovare le squillo anche di giorno. All’ora di pranzo ce n’è una decina, da ambo le parti. Quasi tutte dell’est Europa. La novità, rispetto al passato, è che sono vaccinate. O almeno così dicono. «Ho fatto la prima dose di Moderna, tra 20 giorni ho la seconda – dice una ragazza che si fa chiamare “Lady”, e viene dall’Albania -. Paura del vaccino? Per niente. Faccio pure un tampone a settimana, così i clienti sono tranquilli». Sempre dalle parti del carcere, un’altra squillo, alla domanda sul vaccino risponde così: «L’ho fatto, ma non capisco il timore. Non ho il Covid e non sono malata, ma possono esserlo i miei clienti». Un’altra ragazza, anche lei dell’est Europa, sul vaccino risponde che «finora non me l’ha chiesto nessuno. Comunque sì, io mi sono vaccinata».

Dunque, anche le “lucciole” vanno negli hub per l’inoculazione. E hanno il Green Pass, come ci tengono a precisare nelle bacheche web che sembrano a tutti gli effetti dei siti porno. Il nostro giornale, ad agosto, aveva fatto proprio un’inchiesta su questo tema, cioè la certificazione verde delle prostitute. Messaggi del tipo «Il Green Pass? Te lo mando su WhatsApp», oppure «Vuoi vedere il certificato verde? Nessun problema», e altri messaggi per tranquillizzare i clienti dubbiosi. Insomma, messaggi che nel mondo del sesso a pagamento, fino a due anni fa, erano impensabili.

Poi, certo, ci sono pure le squillo No-Vax. «Il vaccino? Neanche per sogno, non voglio morire», dice, ridendo, una giovane in corso Appio Claudio, capelli nerissimi e occhiali da vista. «Mi stai chiedendo se ho fatto il vaccino? Vabbè, ciao, buona giornata», taglia corto un’altra. Covid o meno, comunque, il supermarket del sesso a pagamento non si ferma. E se di giorno le lucciole si trovano alla Pellerina o alle Vallette, alla sera le strade di Torino con le squillo sono molte di più: corso Giulio Cesare, corso Traiano, ma anche e soprattutto via De Sanctis. Dove i residenti da anni denunciano il fenomeno, e se la prendono con le istituzioni perché poi la mattina tra i cespugli dei giardini spuntano i preservativi. Anche in via De Sanctis, a dominare sono le ragazze albanesi, rumene o moldave, sfruttate dalla mala dell’est. A non essere cambiati, nonostante il Covid, sono i prezzi: 50 euro in casa, 30 euro per fare sesso in macchina. “Tariffe” in linea con l’era pre-pandemia.

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