Prosegue la caccia a tutti i livelli alle dosi mancanti

«Vaccini made in Italy». E la Regione cerca dosi anche in Russia e Cina

Giovedì Giorgetti incontra Farmindustria per produrli qui. E il Piemonte “apre” a quelli non ancora approvati dall’Ema

Le prime vaccinazioni agli over 80 nell’ambulatorio di via Gorizia

Il vaccino made in Italy, ma anche quelli russi e, perché no, cinesi. Mentre la campagna di immunizzazione segna un passo importante con le prime iniezioni dosi iniettate agli over 80, rimane senza soluzione la grana della disponibilità delle dosi anti-Covid, insufficienti rispetto alle necessità. E allora la caccia agli approvvigionamenti prosegue. Su più fronti. Con il governo che, dopo un primo contatto cui seguirà un incontro tra il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e Farmindustria cerca di dare slancio alla produzione in Italia. E la Regione che sonda il mercato con l’obiettivo di garantirsi autonomamente un quantitativo sufficiente alla copertura dell’intera popolazione. Così, la settimana scorsa, attraverso la società di committenza Scr, il Piemonte ha lanciato la un’indagine di mercato per la fornitura di 3 milioni di vaccini. Specificando in un allegato che “stante l’esistenza fuori dal mercato europeo di nuovi medicinali per l’immunizzazione attiva per la prevenzione di Covid19, sarà ammessa anche la proposta di prodotti non ancora sottoposti alla validazione dell’Ema», l’Agenzia europea dei medicinali.

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