interviste torino vaccini covid 10 mar
Cronaca
LE INTERVISTE

«Vaccinateci, siamo a rischio contagio»: l’appello di baristi, commessi e corrieri

Ora chi lavora chiede di essere messo al sicuro dal virus. «Siamo a contatto con tante persone»

I corrieri passano la loro giornata bussando di casa in casa, incontrando decine di persone diverse, ognuna con la sua storia (clinica). I baristi, dal canto loro, servono il caffè a uomini e donne protetti solo dalla mascherina. E poi ci sono commessi, tabaccai e ambulanti. Tutti lavoratori a contatto con il pubblico che vorrebbero solo essere messi al sicuro dal pericolo del Covid. «Avrebbero dovuto vaccinare prima le categorie più esposte – commenta Eleonora Moro, commessa in un negozio di abbigliamento del centro -. Il lavoro è un diritto per tutti, ma bisogna anche proteggere e aiutare». È dello stesso avviso Fabrizio Selvitano, che di mestiere fa il corriere e tra una consegna e l’altra, mentre torna al suo scooter dice: «Io vorrei il vaccino per tutelarmi. Con il mio lavoro incontro tantissime persone e non si sa mai».

Vaccini, vaccini, vaccini. Non si parla d’altro tra i banchi del mercato, dove anche gli ambulanti vorrebbero avere la garanzia di ricevere presto il siero contro il Covid. «Sono molto preoccupato – confessa Giuseppe Sciascia, 61 anni -. Voglio vaccinarmi e prima lo facciamo e meglio è. Non si può vivere così. Capisco che la logica sia quella di dare priorità ai più anziani, ma anche chi è a contatto con il pubblico come noi ha bisogno di protezione». Quantomeno, tra i banchi del mercato gli ambulanti lavorano all’aria aperta come sottolinea Cristina Farri. «Siamo comunque più a rischio di altri – precisa la donna -. Farei il vaccino, anche se ammetto di avere qualche dubbio a riguardo». In un primo momento era perplessa anche Raffaella Marazia, commessa in un negozio di abbigliamento. «Forse parlo da ignorante, ma non mi fidavo tanto del vaccino – confessa -. Ero un po’ restia. Ma se ci fa bene e serve per uscire da questa situazione allora dico: vaccinateci. Insomma, mi metto nelle mani di chi ha studiato».

Mentre impazza il dibattito sull’efficacia dei vaccini, c’è chi ancora non ha capito come indossare correttamente la mascherina per coprire naso e bocca. «Abbiamo perso dei clienti perchè non li facevamo entrare in negozio senza dispositivi di protezione individuale» racconta Celestina Baloire, tabaccaia. «Personalmente io voglio vaccinarmi e mi dà fastidio che molti non vogliono e si nascondano dietro la frase “io aspetto e vediamo come va”». Per una questione anagrafica Celestina dovrebbe presto ricevere la sua dose di vaccino, mentre la figlia quarantenne che lavora insieme a lei dovrà attendere. «Ho chiesto al mio medico di base se fosse possibile fare il vaccino a mia figlia, anche a pagamento – racconta la donna -. E mi è stato detto che non ci sono vaccini per tutti. Bene, se è così bisognerebbe tenere in considerazione anche la professione: noi siamo a contatto con la gente tutto il giorno».

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