E' accusato di peculato

Uso privato dell’auto di servizio: indagato il sindaco di Biella

Pochi giorni fa Claudio Corradino (Lega) era finito nella bufera per il caso della cittadinanza onoraria negata a Liliana Segre

Il sindaco di Biella, Claudio Corradino (foto: facebook).

Peculato. Questa l’accusa mossa nei confronti di Claudio Corradino, 60 anni, sindaco leghista di Biella, dalla locale Procura della Repubblica. Il capo dell’esecutivo è finito sotto i riflettori della magistratura perché avrebbe – il condizionale è d’obbligo – utilizzato l’auto di proprietà del Comune per fini privati.

NESSUN COMMENTO DA CORRADINO
Nessun commento, almeno per ora, da parte del sindaco, che pochi giorni fa è finito nella bufera per avere respinto una mozione per concedere la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre. Una posizione su cui, però, l’esponente del Carroccio aveva fatto subito dietrofront, in seguito al clamore provocato dal rifiuto della cittadinanza di Biella che invece era stata concessa allo showman Ezio Greggio.

SINDACO PER DUE MANDATI A COSSATO
Corradino è diventato sindaco di Biella alle amministrative dello scorso mese di giugno scorso, quando si aggiudicò il ballottaggio con il 50,9% dei voti, contro l’altro candidato del centrodestra Dino Gentile (appoggiato da un cartello di liste civiche). In precedenza, l’esponente leghista è stato, per due mandati, sindaco di Cossato (Biella), Comune da cui, su iniziativa di due politici locali, è partita la denuncia che ha fatto aprire l’inchiesta della Procura di Biella.

IL REATO DI PECULATO
Il reato di peculato d’uso sarebbe infatti stato commesso sia quando Corradino era sindaco di Cossato sia adesso che è a capo della municipalità di Biella. In ogni caso, il sindaco non è stato sospeso dal suo incarico.

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