Joe Biden (Depositphotos)
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Urge bidé per Biden

Credete nell’equidistanza politica dei social? Sentite questa. Joe Biden ha un figlio scapestrato, Hunter, una specie di Lapo meno intelligente, che viveva in Ucraina tra bagordi e intrallazzi (sul web potete trovare le sue gesta), pagato da una società del luogo 50mila dollari al mese. Biden Senior si è sempre dichiarato ignaro dei mastruzzi del figlio, e comunque totalmente estraneo. Poi Hunter va in Usa, porta il Pc a riparare e se ne dimentica. Dopo i termini legali, il Pc passa di proprietà del tecnico, che lo apre per “pulirlo” e rivenderlo. Dall’hard disc ne escono di tutti i colori. Non solo le prodezze erotiche (e “stupefacenti”) di Biden Jr, ma anche le mail dei capi politici ucraini che lo ringraziano per averli messi in contatto col padre. Altro che completa estraneità! Materiale scottante. Sul piano elettorale, una bomba. Il tecnico ne fa una copia, poi manda tutto all’Fbi. Silenzio per sei mesi. Il negoziante inizia a cagarsi sotto, e rende pubblica la sua copia. Biden non dice nulla, il figlio sparisce. Ma Twitter (il social più usato dai politici Usa) e Facebook entrano in azione: chiunque rilanci su quei social i documenti che provano la collusione dei Biden con i cinesi e i business torbidi in Ucraina, viene espulso o sospeso: deputati, senatori, i pochi giornalisti onesti, gente comune, la portavoce della Casa Bianca, la pagina elettorale di Trump, membri dello staff del presidente. Tutti messi a tacere. Nel frattempo si scopre che Anna Makanju l’esperto legale di Facebook che dovrebbe garantire l’integrità elettorale sulla piattaforma, è stata consigliere speciale di Biden. Per molto meno i Dem hanno chiesto l’impeachment di Trump. Vediamo adesso.

collino@cronacaqui.it

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