uovo rosso piemontese
I gusti di una volta
IL PIATTO FORTE

Uovo “rosso” alla piemontese con un buon sugo di pomodoro

Per arricchire il piatto c’è chi è solito aggiungere pancetta e peperoni

È inutile dire che le uova siano un alimento fondamentale e soprattutto a buon mercato, che spesso erano fondamentali per riempire il piatto (e lo stomaco) dei nostri nonni in epoche di ristrettezze. Un po’ tutti avevano una gallina, e chi non ne aveva poteva sempre chiedere al vicino di casa. Le uova sono state, d’altronde, anche una buona merce di scambio “in natura”, un prodotto che si regalava o si scambiava con altre buone cose dell’orto.

Insomma: le uova non mancavano mai. Però, raramente erano cucinate come siamo soliti fare noi. In genere, si prediligevano piatti un po’ più ricchiUn grande classico è l’uovo alla piemontese, vale a dire l’uovo preparato con il sugo di pomodoro. È anche detto “uovo rosso” ed è squisito; il classico piatto della nonna, rapido da preparare e sempre soddisfacente. Ma, per un risultato degno di tale nome, abbiamo bisogno di prodotti freschi; niente sughi pronti, perché risulterebbe un gusto un po’ “impersonale”. Si prenderanno i pomodori e li si taglierà per fare un invitante sughetto, senza dimenticare il soffritto. Insomma: come se si stesse preparando la pasta. C’è anche chi è solito aggiungere pancetta e peperoni, per un vero e proprio piatto unico. E perché no? Prendiamo i peperoni, oliamone la superfice e inforniamoli per alcuni minuti a duecento gradi affinché sia poi semplice togliere la pelle. Ora tagliamoli a pezzetti. In un tegame scaldiamo due cucchiai di olio, facciamo appassire la cipolla finemente tritata e aggiungiamo la pancetta a dadini. Dopo alcuni minuti uniamo i pezzetti di peperone e il sugo di pomodoro, aggiungiamo sale, pepe e lasciamo addensare.

A questo punto prepariamo dei tegamini monoprozione oppure una teglia, imburriamoli, stendiamo sul fondo abbondante salsa con i peperoni, sgusciamo le uova e sistemiamole al centro del tegamino, una o più per persona. Mettiamo subito nel forno caldo a centottanta gradi e valutiamo la cottura controllando gli albumi: quando saranno leggermente rappresi, saranno cotti. Non rimane che servire in tavola. È una ricetta che può essere utile anche nel caso si abbia peperonata in abbondanza da riutilizzare. Di certo è una ricetta semplice e anche un po’ “nuova”, alla quale non pensiamo tutti i giorni; l’ideale da proporre con qualche amico, specie se si ha poco tempo per preparare qualcosa di più complesso.

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