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Cronaca
L’ALLARME

Uno su tre va in pensione: quartieri in tilt

I centri civici sono alla canna del gas: «Abbiamo gente vecchia, mancano dirigenti, istruttori e tecnici»

Dirigenti, tecnici, istruttori. Tutte figure professionali che mancano in questo momento alle nostre otto circoscrizioni, e che negli anni a venire mancheranno ancora di più, se il Comune non farà qualcosa da qui a breve. «La situazione del personale nei nostri centri civici è drammatica – non usa mezze misure Luca Rolandi, presidente della circoscrizione Due -. Le entrate di gente nuova ormai sono ridottissime, o quasi nulle e da qui al 2025 il personale rischia di ridursi del 30%. Se così sarà, avremo la paralisi dei servizi». Dunque un vero e proprio grido d’allarme, che in coro tutti i presidenti hanno lanciato al Comune in una riunione, durata un paio d’ore, che si è svolta alla presenza dell’assessore Francesco Tresso e di altri dirigenti di Palazzo Civico. All’incirca, stiamo parlando di una sola entrata a fronte di ben quindici uscite, con il personale delle otto circoscrizioni di Torino che è sempre più in età avanzata – sopra i 55 anni – e quindi nemmeno poi troppo lontano dall’andare in pensione. «Rischiamo il blocco delle nostre attività – prosegue Rolandi – e abbiamo chiesto al Comune, con urgenza, l’arrivo di nuovi profili professionali, altrimenti non riusciremo a dare le dovute risposte alle esigenze dei cittadini che vengono da noi».

I presidenti hanno quindi inviato una lettera a Palazzo Civico, per chiedere urgentemente di affrontare la grana del personale che manca e verrà a mancare da qui ai prossimi due anni, visto che ormai siamo alle porte del 2023. «Abbiamo fatto delle richieste precise – spiega Francesca Troise, presidente della circoscrizione Tre e coordinatrice dei presidenti degli otto centri civici -. Serve un dirigente per ogni circoscrizione, oltre a un rafforzamento del personale tecnico ed amministrativo. Sappiamo che il Comune ha varato un piano di assunzioni – conclude Troise – pertanto ci aspettiamo delle risposte positive, per rimpolpare i nostri apparati». Adesso la palla passa quindi alla Città, che dovrà tamponare l’emorragia di personale che, a dire la verità, non è poi una novità dell’ultimo minuto perché sono anni che le circoscrizioni di Torino sono costrette a convivere col deficit di personale. Prova ne siano le chiusure o le aperture a mezzo servizio di tante strutture dei nostri quartieri quali anagrafi decentrate, piscine o altro.

Va detto che proprio il Comune qualche risposta cerca di darla, attraverso i concorsi che sono stati banditi. Basta andare sul sito di Palazzo Civico, per accorgersi ad esempio che le procedure in atto ci sono eccome. E pure le domande da parte dei candidati, che superano in larghissima misura i posti messi a disposizione dall’amministrazione comunale per i vari incarichi. Solo per fare qualche esempio: per 4 posti da istruttore tecnico perito agrario e agrotecnico, sono arrivate agli uffici 233 domande; mentre per 2 posti da dirigente finanziario, le domande pervenute sono state 107; per appena 7 posti da dirigente di area amministrativa il Comune si è visto arrivare ben 612 candidature; invece, per coprire 60 posti da istruttore tecnico geometra sono arrivate 562 domande; addirittura, per 55 posti da da responsabile amministrativo, le candidature sono state la bellezza di 3358.

La speranza , con tutti questi concorsi che andranno espletati, è che Palazzo Civico faccia presto a distribuire le nuove figure, per non rischiare che i servizi decentrati vadano in tilt.

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