LA PAROLA AI PRESIDENTI Francesca Troise guida il centro civico della Circoscrizione 3 dal 2016

«Uno sportello per i nostri cittadini: aiutarli e ascoltarli resta un dovere»

Le priorità nell'impegno per il suo quartiere: «Lavoro, decoro e sicurezza»

Francesca Troise, 53 anni, ha lavorato nel mondo dell’associazionismo. Il suo passatempo preferito è la lettura. Dal 2016 è presidente della Circoscrizione 3.

Che impegno comporta presiedere la Tre?

«Un impegno costante in termini di tempo e di attenzione. Ogni giorno affrontiamo temi e problemi diversi e bisogna esserci sempre, con prontezza, pazienza, concentrazione».

Come si gestisce il bilancio di un centro civico?

«Lo chiamiamo bilancio ma non abbiamo entrate nostre, gestiamo lo stanziamento di risorse affidatoci dalla Città. Questo stanziamento ci viene ridotto ogni anno e questa grossa contrazione di risorse ci rende sempre più difficile offrire servizi di qualità».

Quanto è difficile rapportarsi con la cittadinanza e accontentare tutti?

«Non considero difficile rapportarmi con la cittadinanza, anzi, mi sento parte della comunità. Appena insediata ho aperto uno sportello settimanale (il lunedì) per incontrare i cittadini, perché volevo comprenderne le esigenze che oggi posso riassumere in tre parole: lavoro, decoro e sicurezza. Non si può risolvere tutto, ma si può ascoltare i cittadini».

Il presidente di Circoscrizione è un lavoro a tempo pieno. Quali sacrifici deve fare quotidianamente?

«È un lavoro che richiede molto tempo, ma per me è appassionante. Esiste solo un sacrificio che facciamo in due, io e mia figlia, perché non riesco a dedicarle il tempo che vorrei, ma entrambe riconosciamo il valore di questo incarico».

A parti invertite, cosa chiederebbe a un presidente di Circoscrizione?

«Chiederei quello che chiedono a me. Attenzione e disponibilità, trasparenza, uno sguardo d’insieme per capire come risolvere certe situazioni. E uno sguardo sul futuro».

È sposata? Ha figli? È più difficile “amministrare” una famiglia o una Circoscrizione?

«Avendo una figlia adolescente posso affermare che sono entrambe situazioni complesse e che necessitano di impegno e cura. Non sono sola, né in Circoscrizione, né con mia figlia perché c’è collaborazione con il padre».

Non fosse entrato nel mondo della politica, quale mestiere le sarebbe piaciuto fare? E perché?

«Quello che facevo prima di entrare in politica: lavoravo nell’associazionismo, un mondo di partecipazione e organizzazione, creazione di idee indirizzate verso obiettivi collettivi».

Le piacerebbe amministrare una Circoscrizione diversa dalla sua?

«Sarebbe un onore, ma la mia comunità è questa».

Fuori dal mondo della politica, lei chi è?

«Sono la stessa persona, una donna normale, una madre, che dà valore agli affetti e all’amicizia e che guarda all’essenziale».

Qual è stato il suo primo lavoro?

«Ho lavorato per un rappresentante di abbigliamento».

Caratterialmente come si descriverebbe?

«Sono conciliante. Affronto tutti gli aspetti della vita con un atteggiamento fiducioso verso il prossimo».

La sua grande passione?

«Senz’altro mia figlia. E c’è la politica. Poi mi piace leggere e parlare con la gente, le storie delle persone sono una mia vera passione».

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