Ricercato per una condanna, tradito dalle foto postate su Fb (foto di repertorio).
Il Borghese

Uno schiaffo in faccia

La sincerità è sempre una benedizione, anche quando brucia come fuoco in faccia, il fuoco dell’umiliazione, dello scoramento. È successo al famigliare di una persona non più autosufficiente, che dopo varie peripezie burocratiche e alcuni cambi di interlocutori alla fine si è sentito dire «prenda una badante». Come una dichiarazione di resa, per certi versi. Che umilia chiunque si scopra così impotente ad aiutare un proprio congiunto, a non poter alleviare le sue difficoltà o sofferenze. Ma è anche il momento della verità, della sincerità appunto. Meglio quella del «vedremo», «guardi, deve capire» che aprono a false speranze. Il fatto è che quello dell’assistenza ai non autosufficienti, siano essi anziani o malati o portatori di handicap, è un girone infernale. Anche per chi vi lavora. Eppure si ragiona sull’allungamento dell’età pensionabile, come se una maggiore aspettativa di vita media fosse un criterio valido per tutti. Già accade ora e sempre più accadrà in futuro, temo: accanto ad anziani fragili o malati ci sono figli a loro volta invecchiati. Oppure ci sono genitori invecchiati accanto a figli che, seppure adulti, non possono e mai potranno essere autonomi. E alla fine non sappiamo neppure quanto il nostro Paese sia strutturato per una società di anziani. «Si prenda una badante» allora, ecco la ricetta brutale e sincera. Che sa però di soluzione tampone, «giusto per i primi tempi», «sa siamo in emergenza». Il che è sorprendente, perché l’emergenza è l’unica condizione in cui questo Paese voglia funzionare. E quando l’emergenza non c’è, la si crea.

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