Piazza San Carlo teatro degli incidenti
Il Borghese

Un’estate blindata

Il Comune mette il coprifuoco alla movida. All’una di notte si smette di bere e di mangiare in strada. E i locali devono chiudere. È il primo giro di vite dopo la strage sfiorata in piazza San Carlo e il divieto di vendere il vetro in strada. Ma non basta: i locali dovranno munirsi di steward, o sarebbe meglio dire buttafuori, con tanto di pettorina gialla con il compito di gestire prepotenti e ubriaconi.

Un fai da te che finirà forse per regalare qualche ora di sonno in più ai residenti di San Salvario, piazza Vittorio e Vanchiglia, ma certo scatenerà le ire di chi ha pagato tasse salate per i dehor o investito in un locale, un “pizza al taglio” o un minimarket. Ma la sicurezza in queste zone che sembravano rinate grazie alla movida non spetterebbe ai vigili urbani magari con il supporto delle forze dell’ordine? Se in piazza San Carlo, nel giorno della finale di Champions c’erano solo 12 civich a controllare gli abusivi, quanti immaginiamo possano essere impiegati sette giorni su sette, fino a tarda notte?

C’è più di un’incongruenza in questo diktat del Municipio che oltre tutto segna come “rosse” le zone del centro dimenticando certe periferie dove la notte è anche portatrice di violenza, spaccio e risse tra bande che usano i cocci come fossero pugnali. E assomiglia un poco al tardivo tentativo di recuperare credibilità con i cittadini che hanno ancora negli occhi il dramma della piazza. C’è da chiedersi che attuazione avrà l’ordinanza, se verrà applicata alla lettera o invece finirà a tarallucci e vino.

fossati@cronacaqui.it

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