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GIOIA E TRISTEZZA

Un’emozione per due: cani tristi o felici, come i loro padroni

Una ricerca dell’università di Vienna conferma il contagio emotivo tra “quattro zampe” e proprietari: sono come una coppia

Un’emozione per due: cani tristi o felici, come i loro padroni. I “quattro zampe” percepiscono lo stato d’animo dei loro proprietari e se ne lasciano influenzare fino al punto da condividere gioia e tristezza. Lo dimostra lo studio condotto da un team di ricercatori austriaci attraverso una serie di test condotti su cani e padroni. Ebbene, secondo questo studio, i cani possono rispecchiare alcune emozioni dei loro padroni. In particolare ansia e negatività. A sia volta, però, il buon Fido, se sta bene ed è rilassato, può “trasferire” questo stato all’uomo, fungendo da eccellente antidoto contro lo stress.

ANALIZZATI CAMPIONI DI SALIVA
Gli scienziati dell’Università di Vienna hanno prelevato, in particolare, campioni di saliva per analizzare i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Quel che è emerso, spiega la ricercatrice Iris Schoberl, “è che i cani mostrano una diversa variabilità di cortisolo in base alla personalità del loro proprietario”. In poche parole, i cani di padroni nevrotici hanno una variabilità di cortisolo più bassa, il che significa che non riescono a fronteggiare situazioni stressanti.

UN CONTAGIO EMOTIVO
E’ dunque plausibile un “contagio” emotivo tra i due tanto che i ricercatori descrivono il rapporto cane-padrone come una diade sociale, una coppia: “si influenzano l’un l’altro nell’affrontare lo stress. In questa dinamica l’influenza del partner “umano” risulterebbe più forte”.  Nulla di nuovo secondo Massimo Perla, noto addestratore e conduttore di cani attori (come Rex protagonista della serie tv, Shonik dello spot Infostrada, Ettore, il cane “napoletano” della Tim e tanti altri), che nella sua lunga esperienza ha potuto constatare che “gli umori del proprietario sono “memorizzati” dall’amico a quattro zampe: quando torna a casa se esprime gioia, il cane se ne lascerà influenzare agendo poi di conseguenza.

IL CANE COPIA L’ATTEGGIAMENTO DEL PROPRIETARIO
“Stessa cosa – sottolinea all’Adnkronos – nel caso contrario: se il padrone fissa il soffitto perché stanco e depresso, il cane verrà lì a stuzzicarlo, ma di fronte all’assenza di una reazione dopo un po’ anche lui si butterà a terra ‘copiando’ l’atteggiamento del proprietario”. Un comportamento che il quadrupede fa suo tanto da risultare poi poco socievole con le altre specie e con gli umani. Per una vita serena del cane, secondo Perla, l’educazione è fondamentale: “deve avvenire in uno scambio di informazioni tra gli elementi della famiglia. Anche i bambini devono imparare a rispettare l’animale, insomma deve crearsi una sana convivenza che permetta un adeguato sviluppo comportamentale del cane”.

IL CANE IMPARA A SOCIALIZZARE
“Bisogna ricordare che il cane – aggiunge Perla – impara a socializzare con le varie specie e con gli umani in un periodo preciso che va dalla quarta settimana di vita fino ai 5 mesi. In questo arco di tempo, per evitare ‘ombre’, deve vivere più esperienze possibili che, tradotte in informazioni, diventano poi la normalità”. Inoltre, suggerisce l’addestratore, “l’amico di casa faccia sempre una vita psicomotoria adeguata alle sue caratteristiche.

COME IN UNA COPPIA, PERCEPISCE IL NERVOSISMO DELL’ALTRO
Un po’ come in una coppia – evidenzia all’Adnkronos Paola Vinciguerra, psicologa e presidente dell’Eurodap -, “uno dei partner percepisce il nervosismo dell’altro senza nemmeno lo scambio di una parola, così anche il cane entrando in sintonia emozionale con il proprio padrone, avverte la sua tensione”. Chiamiamola comunicazione empatica. “I cani – spiega ancora Vinciguerra – stabiliscono un elevatissimo grado di attaccamento rispetto ai loro padroni, il coinvolgimento emozionale è la naturale conseguenza”.

I CANI RISPECCHIANO LE EMOZIONI DEL PADRONE
Di fronte a uno stato d’animo del padrone, aggiunge la psicologa “probabilmente si attiveranno – sempre che la scienza dimostri la loro esistenza nel cervello dei cani – i cosiddetti ‘neuroni a specchio’, cellule che controllano le azioni e che permettono il riconoscimento immediato delle emozioni. Tant’è che spesso l’atteggiamento del padrone diventa emozionalmente quello del cane”. Un’affermazione che combacia con i risultati della ricerca austriaca: i cani rispecchiano le emozioni del padrone.

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