tossic park 3
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Una tolleranza incomprensibile

La “spada” infilata nel braccio, poco sopra la siringa che gli è stata fatale. Così è morto, abbandonato sulla poltrona in salotto, uno dei reduci dell’eroina. Aveva 60 anni bruciati da quella che in molti, negli anni ‘70 e ‘80, chiamavano la perfida amante. Una vita perduta. Devastata, come tante, troppe, da questa droga che oggi costa poco e nasconde tranelli mortali grazie al taglio che gli spacciatori praticano con chissà quali veleni. Come lui altri sei hanno perso la vita in questi ultimi mesi con un ritmo che fa temere un’altra escalation di morti. E di fantasmi che all’eroina preferiscono il crack diventato il vero business delle bande raccogliticce di magrebini e di neri. Di loro raccontiamo in queste pagine, con un reportage coraggioso nel nuovo Tossic Park di Torino nord. Un’area franca quella di Parco Sempione in cui il rito malefico tra cliente e spacciatore si ripete 24 ore su 24 ore. Perché il commercio della droga non rispetta orari di chiusura. E stimola altri reati, aggressioni, minacce, prostituzione. Terra disperata e pericolosa. Ma soprattutto una terra da bonificare perché certe vergogne dove la criminalità si mescola al vizio di tossici veri e di imbecilli in cerca di sballo, non sono più ammissibili. Come è intollerabile che non si metta un freno ad un mercato immondo davanti alle chiese, persino alle scuole, nei quartieri della movida e nei sobborghi più abbandonati. Non so se polizia e carabinieri hanno potuto censire gli spacciatori, ma so – per averne letto e scritto – che i sequestri sono stati ingenti. L’ultimo pochi giorni fa. Ebbene la città non può sopportare oltre perché siamo già oltre l’emergenza. Serve pugno duro e galera certa, non udienze lampo con scarcerazione garantita. In tempi diversi, ad esempio per il terrorismo, sono state adottate leggi speciali. La droga tutta, ma soprattutto eroina, cocaina e crack che distruggono mente e corpo impongono una politica aggressiva verso la criminalità, tanto quanto azioni di inclusione sociale per le vittime. Mi chiedo soltanto quando accadrà.

beppe.fossati@cronacaqui.it

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