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Cronaca
IL FATTO

Una targa per il brigadiere eroe: «Ma non perdono quei ragazzi» [FOTO e VIDEO]

Le farmacie premiano Maurizio Sabbatino, che sventò la rapina in corso Vercelli

Le scale degli uffici di corso Peschiera, Maurizio Sabbatino le sale a fatica. «Ho ancora male qui», dice toccandosi la parte sinistra del petto. Con lui, senza lasciarlo un secondo, ci sono i colleghi carabinieri, militari di quell’Arma che per lui «è tutto». Ha 54 anni, il brigadiere Maurizio, carabiniere da 35. Cinque anni li ha trascorsi in Sardegna, trenta a Torino. Il 29 novembre, ha sventato una rapina in una farmacia di corso Vercelli, prendendosi quattro coltellate da un bandito di 16 anni. E ieri, le farmacie di Torino lo hanno premiato con una targa nella loro sede. “Perché, anche se fuori servizio reagì prontamente e con grande sprezzo del pericolo”, si legge sul riconoscimento donatogli da Michela Coppo, presidente di Farmacie comunali. «Gli daremo anche la civica benemerenza», ha detto Maria Grazia Grippo, presidente del consiglio comunale.

Un eroe, il brigadiere Maurizio. Anzi, «un eroe moderno», come lo ha definito il generale Aldo Iacobelli, comandante della Legione Piemonte e Valle d’Aosta. «Un professionista che interpreta al meglio il carabiniere di oggi», afferma il generale, prima di voltarsi verso il brigadiere e dirgli: «Siamo orgogliosi di te». Ma Sabbatino precisa subito: «Non sono un eroe. Ho fatto solo il mio dovere e lo rifarei. Quella sera, le dottoresse in farmacia potevano essere prese in ostaggio. Sono intervenuto, è per questo che mi sono arruolato. Per difendere le persone. E perché è anche la mia indole». Un’indole da istintivo, «che a volte – confessa – mi fa litigare anche con mia moglie. Ma per me l’Arma è una seconda famiglia». Il 29 novembre, Sabbatino, fuori servizio, passeggiava su corso Vercelli, e ha visto due giovani, di 18 e 16 anni, entrare in fretta in farmacia. «Li osservavo, mi ero insospettito». Il brigadiere si è catapultato in negozio, ha urlato «alt, carabinieri!», e tentato di fermare i due balordi. Ma il 16enne aveva un coltello e lo ha colpito con quattro fendenti. Meno di 24 ore dopo, i rapinatori sono stati arrestati, ma Sabbatino è stato ricoverato all’ospedale San Giovanni Bosco per più di un mese. «Per la prima volta ho avuto paura di morire», confessa. Alla morte, il brigadiere è scampato. Ma nell’Arma, non ha ancora fatto ritorno. E quando lo dice, gli occhi si gonfiano: «Voglio tornare, ora non sono in grado. Ed è dura non poter rimettersi la divisa». Ancora più dura, sarà perdonare i due banditi che, quella notte, lo hanno lasciato in una pozza di sangue nella farmacia. «Perdonarli? No, ora non me la sento. Forse un giorno. Magari mi verranno a ringraziare – dice – quando capiranno che avevano preso una strada sbagliata. Mio figlio ha 25 anni e, credetemi, sapere che quei due erano giovani mi ha dato un grande dispiacere». E ha un pensiero, il brigadiere eroe, per i ragazzi che vivono di reati: «E’ brutto vedere giovani che pensano di fare soldi vivendo nell’illegalità. La strada giusta, si può sempre trovare».

IL SERVIZIO di Tonino Di Marco

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