Ex Embraco (foto di repertorio)
Cronaca
RIVA DI CHIERI

Una speranza per l’ex Embraco: «Stop ai 400 licenziamenti»

Ieri a Roma l’incontro tra i sindacati e la viceministra Todde

Spunta una nuova speranza per l’ex Embraco: «Il Governo è disponibile a sospendere la procedura per i 400 licenziamenti, che scatteranno lunedì. Ma tocca al curatore fallimentare formalizzare la richiesta della cassa integrazione». Lo riportano i delegati di Fim, Fiom, Uilm e Uglm che ieri hanno incontrato la viceministra Alessandra Todde. Ad aspettarli, fuori dalla sede romana del ministero dello Sviluppo economico, c’era una rappresentanza dei lavoratori di Riva e della Acc di Belluno. Sono partiti coi pullman, pagati dalla Curia di Torino, per fare pressione sul Governo a pochi giorni dai licenziamenti. Non solo: volevano protestare contro il silenzio che va avanti da settembre, cioè quando la stessa Todde ha annunciato il progetto Italcomp. L’idea è la fusione tra l’ex Embraco e la Acc per creare il polo italiano del compressore. Si parlava di un forte sostegno pubblico, che non è mai arrivato. Anzi, il ministro Giancarlo Giorgetti ha smentito il piano puntando sul «coraggio di investitori privati». Nell’incontro di ieri sembra che Todde abbia riaperto all’intervento statale: «In discussione al Senato c’è un emendamento che consente il sostegno pubblico per le aziende come l’Acc – riportano ancora i sindacati – Se sarà convertito entro il 20 maggio, l’azienda veneta avrà la liquidità di cui ha bisogno per andare avanti». Le sigle chiedono di più e pretendono che venga messo nero su bianco al termine di un nuovo incontro, che si svolgerà venerdì in videoconferenza: «La manifestazione ha fatto in modo che si aprisse il tavolo su Italcomp» rivendicano Luigi Paone e Vito Benevento della Uilm. Il prossimo passo è un documento, firmato da Governo e sindacati, in cui si specifica che il piano riparte ufficialmente: «Servirà a smuovere anche le banche che non danno i soldi – insiste Ciro Marino di Uglm – Abbiamo bisogno di chiarezza: i lavoratori non possono tollerare altre illusioni». Resta il problema dei licenziamenti, che scattano lunedì: «E’ fondamentale che il curatore fallimentare, Maurizio Gili, presenti la richiesta di ammortizzatori sociali entro i prossimi quattro giorni per bloccare i licenziamenti collettivi», aggiungono Benevento e Paone. Per fare pressione, stamattina i lavoratori saranno in presidio fuori dall’ufficio torinese del curatore: «Parlerò personalmente con il dottor Gili, sono certa che farà la sua parte – interviene l’assessore regionale al Lavoro Elena Chiorino – E’ molto positivo che il vice ministro abbia manifestato la volontà di riportare sul tavolo della discussione il progetto Italcomp».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo