Giuseppe
Il Borghese

Una speranza per Giuseppe

Giuseppe ha vent’anni. È un bel ragazzone alto e riccioluto, un gigante gentile, chiuso in quel mondo senza parole in cui precipitò di colpo. Senza preavviso. Un pomeriggio d’estate, mi raccontò sua madre, mentre guardava un cartone animato visto e rivisto più volte. Stava per compiere sei anni, Giuseppe. E d’un tratto fu come se avesse dimenticato le parole. Ma non solo. I movimenti, che fino a quel punto erano fluidi, diventarono giorno dopo giorno più goffi, grossolani.

Perse quella che i medici chiamano motricità fine, non riusciva più a tenere in mano una matita, a legarsi le scarpe, a tenere lo sguardo fisso su ciò che facevano le mani. “Autismo”, dissero i dottori ai genitori, che prima di allora non sapevano cosa fosse. E a dire il vero, anche gli esperti sembravano saperne niente. Per non parlare degli altri, che avevano visto Rain Man ed erano convinti che autismo fosse sinonimo di genialità toccata a individui un po’ introversi, ma bravissimi a fare i conti.

Per Giuseppe, e tanti bambini e ragazzi come lui, la matematica rappresenta una fatica incredibile. Ma speciale lo è davvero, questo sì. Nella tenacia, nella forza d’animo che ha dimostrato fin da subito nel cercare di fare quelle cose che non gli riuscivano e lo facevano tanto arrabbiare. E quanto impegno hanno messo i suoi per aiutarlo a far sì che in quei momenti non esplodesse. Che non si avvicinasse il polso alla bocca per sfogare la frustrazione mordendosi.

E sono riusciti. Il callo con il segno dei denti sopra la mano, adesso, non c’è più. Qualche parola, seppur sibilante, ora riesce a dirla. Si fa capire. E scrive, il ragazzone gentile. Racconta il suo mondo, spiega ciò che vive. Le gioie e i tormenti, che sono tanti. Come quelli dei suoi genitori, veri e propri eroi dei giorni nostri che vivono quotidianamente con l’incubo di un domani in cui non ci saranno più, ma da ieri, con la scoperta del gene che causa il male, hanno un piccolo barlume di speranza a cui aggrapparsi.

stefano.tamagnone@cronacaqui.it

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