Anarchia
Il Borghese

Una sfida alla città

In quelle viuzze tra corso Novara e corso Palermo, nel cuore di Barriera, ieri sono tornati gli anarchici. I reduci di quell’Asilo di via Alessandria che abbiamo tollerato per un ventennio e sgomberato con un’operazione di polizia che ha trasformato il quartiere in una Belfast ai tempi dell’Ira. Con blindati a sigillare le strade e poliziotti che controllavano i documenti ai cittadini che tornavano a casa loro. Due settimane da incubo.

Due anni dopo ci risiamo. A pochi isolati da lì, con una ventina di persone e dopo aver forzato il portone di una palazzina privata in mattoni rossi, i duri dell’antagonismo, che una volta noi chiamavamo squatter, sono tornati a sfidare la Torino delle istituzioni. E quella parte di città che sogna di voltare pagina e di rincorrere un’ immagine troppo spesso contagiata dal degrado. Fuori, sul marciapiede di via Vittorio Bersezio gli occupanti hanno montato un gazebo e sui muri sono comparsi i manifesti con i ricchi appuntamenti dei prossimi giorni: castagnate e aperitivi, colazioni anti-sgombero, assemblee, discussioni sul Covid, sul mondo digitale, sulle frontiere. E così via.

L’altra città, quella di un antagonismo che vuole riprendersi – come si legge su un volantino – il proprio campo d’azione. Ossia la violenza, l’appropriazione indebita delle case altrui. E magari altro. Il contrasto a un modello di società che combattono con tutte le armi a disposizione. Una sfida che deve far riflettere per il tempismo di questa gente che ha scelto il periodo di transizione tra il vecchio e il nuovo prefetto, il vecchio e nuovo questore, il vecchio e nuovo sindaco. Come se in queste settimane noi fossimo più deboli e indifesi. Alle istituzioni il dovere di dimostrare che non è così e che certi abusi vanno repressi immediatamente.

beppe.fossati@cronacaqui.it

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