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Il Borghese
L’EDITORIALE

Una serie tv per la Famiglia

Il patriarca, il Cerbero e John: ancora tanti segreti di famiglia

Su Netflix un serie come “The Crown” dedicata alla famiglia Agnelli, ancora non c’è. E dire che solo qualche anno fa l’allora principe Carlo, oggi Re d’Inghilterra, aveva detto che il gossip sulla Corona era uno degli affari che più rendeva ai Windsor in termini economici. Per la dinastia dei re della lamiera, invece, il chiacchiericcio resta un fastidio, un cruccio insopportabile. Non c’è serie televisiva che potrebbe rappresentare la saga della Famiglia da essere, se non apprezzata, quantomeno sopportata.

Ed è un peccato perché dal libro segreto e mai pubblicato Marc Hurner, “Les usurpateurs’’ , ripreso dal Gigi Moncalvo nelle pagine della sua ultima fatica editoriale “Agnelli coltelli”, si riportano fatti e misfatti che potrebbero riempire almeno cinque stagioni di un kolossal televisivo. Il volume si fonda sulle note rivendicazioni e sulle lamentazioni di Margherita Agnelli de Pahlen e riporta vicende finora inedite e relative al periodo precedente la nota “causa per l’eredità” che contrappose la primogenita dell’Avvocato al resto della sua famiglia d’origine.

La signora de Pahlen, ad esempio, nel libro il cui editore sarebbe stato suo marito, si domanda quale ruolo avrebbe ricoperto il padre nell’ultimo periodo della sua vita, e non solo nei mesi in cui fu infermo. «Sono convinta – scrive Margherita – che la gestione e il controllo del gruppo Agnelli, divenuti troppo complessi sotto molti aspetti, siano d’un tratto sfuggiti al controllo e alle mani di mio padre nel contesto generale dell’ormai famosa operazione Mani pulite (1992), in cui molti credevano di dover essere i prossimi ad essere colpiti. Non è stato per niente divertente. Vi posso assicurare che è spossante vedere tutte le persone preoccupate, morire l’un o dopo l’altro, farsi sostituire da un vuoto di storia e di coscienza, di paura e di mutismo. Chi governava allora il gruppo Agnelli? Chi governava, più precisamente, durante i dieci mesi di agonia di mio padre? Nessuno! È la risposta: non se ne sa niente! È il castello de “La bella addormentata nel bosco”. Tutti dormono un sonno profondo sul trono dell’o blio ben controllato dal bravo Cerbero».

E chi sia il Cerbero, la figlia dell’Avvocato non lo dice, elenca alcuni nomi (i soliti), lasciando al giudizio del lettore la scelta: da Gianluigi Gabetti, a Franzo Grande Stevens a Siegfried Maron. Ma in una sorta di lista di amici e nemici, tra questi ultimi compaiono anche il figlio John Elkan, Sergio Marchionne e una lunga serie di avvocati bravi soltanto – secondo Margherita – a emettere parcelle, più che a rappresentarla in giudizio. In “Agnelli Coltelli”, Moncalvo si pone alcune domande, piuttosto che esprimere giudizi. «Come può succedere – scrive il giornalista – che due genitori (Gianni e Marella) abbiano trattato come fosse un reietto il proprio figlio Edoardo? Come si spiega che, al momento della sua morte, la vedova di Gianni, pur non avendo mai goduto di redditi e beni propri, abbia lasciato al primo dei suoi nipoti una fortuna immensa nascosta all’estero, sottratta al fisco italiano e occultata anche alla legittima coerede, cioè sua figlia Margherita?». E, infine, «come è potuto capitare che il senatore Agnelli, pochi mesi prima dell’inchiesta Mani pulite, abbia trasferito per qualche anno in Liechtenstein la propria cassaforte personale (la Dicembre società semplice) intestandola temporaneamente a due prestanome stranieri?». Ma questa sarebbe solo la prima stagione di una lunga serie di successo.

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